Mozambico, paese che non esiste. Intervento di Elisio Makamo al Festival dell’Economia

mag 31st, 2013 | By | Category: Primo piano, Qui Africa Subsahariana

di Enrico Oliari -

Ha avuto inizio a Trento il Festival dell’Economia, una quattro giorni giunta ormai all’ottava edizione che vede alternarsi in un’ottantina di conferenze personaggi di primo piano della politica e dell’economia internazionale: solo per fare qualche nome, il presidente del Consiglio Enrico Letta, Giuliano Amato, il direttore del National Economic Research Insitute della China Reform Foundation di Pechino, Fan Gang, i Premio Nobel Gary Beker, Amartya Sen, James Heckman e Michael Spence, il Sociologo Giuseppe del Rita, poi ancora Ester Dulfo, Zygmunt Bauman, Giuseppe Laterza, Roberto Saviano ecc.
Il tema scelto per la manifestazione di quest’anno, diretta da Tito Boeri, è quello della Sovranità in conflitto, argomento trattato nelle diverse declinazioni presso le numerose sale delle sedi universitarie, degli stand e dei palazzi istituzionali messe a disposizione per gli incontri.
È proprio per la materia della ‘Sovranità in conflitto’, in occasione di una delle prime conferenze si è trattato il tema del Mozambico, paese che con la Provincia di Trento, è stato osservato, ha un legame consolidatosi negli anni grazie a numerose iniziative nel campo della solidarietà, dell’università e dei diversi altri progetti che vedono, ad esempio, ospitare studenti del paese africano a Trento presso quella che viene comunemente indicata come la ‘Casa Mozambico’.
Ospiti dell’incontro Anna Maria Gentili, Professore ordinario di Storia e istituzioni dell’Africa presso la Facoltà di Scienze Politiche di Bologna, ed Elisio Makamo, sociologo e scrittore mozambicano collegato tramite videoconferenza. Questi in particolare si è concentrato sul tema del ‘Paese che non esiste’, in quanto il Mozambico ha sì una sua capitale, un suo aeroporto internazionale, la propria bandiera, cose queste che ne conferiscono esteticamente l’esistenza, ma è terra di un aiuto allo sviluppo che, di fatto, ne cancella l’identità e ne minaccia l’esistenza.
A giudizio di Makamo, ad essere in errore è il concetto di ‘paese in via di sviluppo’, cosa che si pone in contraddizione con la teoria dell”uguaglianza’ fra le nazioni: a diversificare lo status è infatti la capacità di influenza di un paese rispetto all’altro.
Per Makamo uguaglianza significa avere tutte le nazioni lo stesso trattamento, mentre per una sorta di diritto implicito, questo non accade: impera infatti “l’obbligo morale di aiutare il paese in difficoltà, cosa che implica un quadro normativo che prevede che chi aiuta ha fatto sempre tutto giusto, mentre chi è aiutato, ha sempre sbagliato tutto”; ‘Aiutare’ significa quindi ‘portare a fare come colui che insegna’, e questo è, a giudizio del sociologo africano, un “meccanismo insidioso”.
“Non mi riferisco – ha spiegato infatti Makamo – alla generosità degli europei, ma quella che è definita come ‘economia politica’, ovvero un meccanismo insidioso che genera dipendenza, e quindi cessione della propria sovranità”.
Nella sua relazione, Makamo ha riportato che l’idea di sviluppo conferisce legittimità all’azione esterna, fattore che si incrocia con il diritto di sanzionare, cosa che fa venir meno la sovranità di un paese.
Lo status di defiscalizzazioni, di agevolazioni e quant’altro favorisce l’aiuto allo sviluppo, ha come prima vittima il legame fra nazione e società civile, tanto che, ad esempio, il vincolo fra enti donatori e governo ha reso, di fatto, superfluo il ruolo del Parlamento.
“I nostri problemi – ha ripreso – sono visti come risolvibili grazie all’aiuto esterno, mentre il diritto di sanzionare ha distrutto intere nazioni africane, come lo Zimbabwe. L’idea socialista, ovvero di una società migliore, è stata stigmatizzata in Mozambico, vista come un ostacolo allo sviluppo, cosa che ha comportato il diritto esterno di imporre sanzioni e che quindi ha limitato le visioni del paese a quelle di coloro che aiutano, ovvero di coloro che ritengono di aver in passato fatto tutto giusto”.
Per Makamo non è possibile parlare di sovranità nel momento in cui esiste una dipendenza che impone una visione specifica della storia ed il Mozambico ha cessato di esistere nel momento in cui la “sua visione come di nazione socialista è diventata oggetto della carità internazionale”. “Dovrebbe esservi – ha continuato – l’obbligo morale di rispettare e non quello di aiutare: solo così il paese potrà avere una propria sovranità e tornare ad esistere, ad avere una propria storia”.

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