Cina. Governo bandisce Winnie the Pooh dopo paragone con Xi Jinping

di Giacomo Dolzani – 

Uno degli orsacchiotti più famosi del mondo, l’ormai 91enne Winnie the Pooh, inventato nel 1926 dallo scrittore inglese Alan Alexander Milne, ieri è stato censurato dal governo di Pechino, con la sua immagine ed il suo nome banditi dalle piattaforme social cinesi.
Secondo quanto riferito dal quotidiano britannico Financial Times, nel fine settimana le autorità cinesi hanno bloccato la pubblicazione di tutti i post riguardanti il celebre personaggio: tra i marchi ad essere colpiti Sina Weibo, la versione orientale di Twitter, e WeChat, che aveva avviato una raccolta punti nella quale, tra i possibili premi, vi erano dei gadget dell’orso incriminato.
Benché le autorità di Pechino non abbiano ancora fornito spiegazioni sulle motivazioni di questa, alquanto bizzarra, decisione, l’ipotesi più probabile è che la principale colpa di Winnie the Pooh sia stata quella di trovarsi al centro di una campagna satirica diretta contro il presidente Xi Jinping, condotta principalmente sui social e che lo ha visto più volte paragonato al celebre personaggio.

Twitter: @giacomodolzani