Colpire la Russia per conquistare l’Europa. La nuova politica energetica Usa

di Giacomo Dolzani – 

Il nuovo pacchetto di misure sanzionatorie decise da Washington nel tentativo (finora poco riuscito) di indebolire la Russia in seguito alla crisi ucraina ed all’occupazione della Crimea, prevede che venga sospesa ogni collaborazione tra aziende occidentali e russe nel settore energetico, con la speranza di bloccare così lo sviluppo del settore petrolifero e del gas di Mosca.
Ciò che ha fatto preoccupare l’intera Europa occidentale e soprattutto la Germania (che attraverso il proprio ministro dell’Economia ha definito queste sanzioni “una violazione della legge internazionale”) è il fatto che ad essere sanzionate sarebbero anche quelle aziende straniere che continuassero a collaborare con quelle russe, comprese le grandi società europee come Eni, Shell, E.ON, Bp ed altre impegnate in progetti come la realizzazione di gasdotti per il trasporto del metano russo verso l’Europa.
Tra i progetti a rischio infatti figura il gasdotto South Caucasus, di cui Bp detiene il 28.8% delle quote e che dall’Azerbaigian porta i gas in Georgia per poi collegarsi al Tanap (Trans Anatolian gas Pipeline) e, di conseguenza, al Tap (Trans Adriatic Pipeline); a questo si aggiungono il Nord Stream 1 e Nord Stream 2 che, attraversando il baltico, raggiungono la Germania, bypassando così l’Ucraina, e che oltre alla russa Gazprom vedono coinvolte le tedesche Wintershall e Uniper, la francese Engie, le olandesi Shell e Gasunie e l’austriaca Omv.
Rischia inoltre di saltare l’ampliamento dell’impianto Sakhalin 2, situato nella Russia orientale, che comprende il primo impianto russo per la produzione di gas naturale liquefatto (Lng) e tra i suoi partner, oltre a Gazprom, comprende Shell, e le giapponesi Mitsui e Mitshbishi.
Più che delle contromisure per colpire Mosca, queste nuove sanzioni sembrano infatti un pacchetto confezionato su misura per i colossi statunitensi degli idrocarburi che, scalzate le aziende russe e tutte le collaborazioni tra queste ultime e le società europee, potranno invadere il mercato Ue, presentandosi come unici partner possibili e consentendo inoltre agli Stati Uniti di imporsi come il solo fornitore di gas naturale liquefatto all’intero occidente.

Twitter: @giacomodolzani