Turchia. Gli 007 “rimpatriano in modo forzato” il nipote dell’imam Fethullah Gülen

di Giuseppe Gagliano –

Media turchi hanno riportato che gli 007 avrebbero rapito un nipote del religioso dissidente Fethullah Gülen in Kenya e lo avrebbero trasportato con la forza in Turchia. Citando “fonti governative”, l’agenzia di stampa statale turca Anadolu ha riferito che Selahaddin Gülen è stato “rimpatriato in modo forzato” in Turchia dall’estero da ufficiali dell’Organizzazione nazionale di intelligence, nota come MİT. Tuttavia non ha specificato quando o dove sia avvenuta la presunta operazione.
Rapporti successivi hanno suggerito che la moglie di Selahaddin Gülen, Serriye Gülen, ha pubblicato un video sui social media in cui affermava che la coppia viveva a Nairobi, in Kenya, e che suo marito, insegnante di scuola, era scomparso il 3 maggio. Il presunto rapimento di Gülen è stato subito dopo confermato dai media collegati al movimento dei gulenisti.
Il movimento Gülen è composto da sostenitori del religioso musulmano Fethullah Gülen, che gestisce una rete globale di scuole, enti di beneficenza e imprese dalla sua casa negli Stati Uniti. Il governo turco ha designato il gruppo di Gülen un’organizzazione terroristica e sostiene che fosse dietro al fallito colpo di stato del 2016 contro il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan. Dopo il fallito colpo di stato, il governo ha licenziato o imprigionato oltre 200mila dipendenti governativi, che accusa di essere “gulenisti”. Il religioso, che vive nello stato americano della Pennsylvania, nega le accuse di Erdogan.
Non è chiaro se il nipote di Gülen sia stato rapito in un’operazione di copertura, o se sia stato consegnato al MİT dalle autorità keniane. Dal fallito colpo di stato del 2016 il governo turco ha fatto pressioni su numerosi paesi nelle Americhe, in Europa, in Asia e in Africa per arrestare ed estradare presunti gulenisti. Il Kenya ha finora rifiutato di intraprendere azioni contro individui e istituzioni che Ankara sostiene siano collegate al movimento Gülen.