Afghanistan. Continuano le violenze

di Giuseppe Gagliano

Il 9 aprile, secondo l’informativa riportata dal periodico locale Tolonewes,
5 dipendenti della Banca Centrale Afghana sono stati rapiti e uccisi nella provincia di Herat. Le forze di sicurezza locali sono persuase che questa azione sia stata attuata dai talebani anche se non vi è stata alcuna conferma esplicita da parte di quest’ultimi.
Al di là dell’accordo firmato in Qatar il 29 febbraio dagli USA, la violenza all’interno dell’Afghanistan proprio a un mese dalla firma dell’accordo si è diffusa in 15 province, violenza determinata dai conflitti tra le forze di sicurezza afghane e i Talebani. L’insieme di queste violenze sta a dimostrare come da parte delle forze afghane non vi sia un reale controllo del territorio e soprattutto come la strategia posta in essere dagli Stati Uniti sia sia rivelata assolutamente fallimentare.
Queste ampie e diffuse violenze stanno ad indicare come l’accordo del 29 febbraio sia di fatto puramente formale e quanto non abbia fattivamente contribuito in alcun modo a modificare la situazione di permanente conflittualità all’interno dell’Afghanistan.
Ieri una bomba è esplosa nel distretto di Spin Boldak, nel pressi del confine con il Pakistan, uccidendo tre civili e ferendone due.