Africa. Proseguono gli attacchi terroristici jihadisti

di Giuseppe Gagliano

Tra settembre e ottobre lo jihadismo islamico ha portato in Africa, cioè in Somalia, nel Mali e nel Mozambico, a compimento diverse operazioni terroristiche, le quali sono di estremo interesse sia perché dimostrano la pericolosità militare dello jihadismo sia la capacità di radicamento all’interno della società civile, dimostrando ancora una volta la validità strategica delle riflessioni maoiste sulla guerra rivoluzionaria.
Solo pochi giorni fa è stato riportato della morte di 53 persone, tra soldati e civili, a causa di un attacco terroristico contro una postazione militare nel nord del Mali. Si tratterebbe verosimilmente di un attacco di matrice jihadista compiuto da almeno tre kamikaze, azione che costituisce la naturale prosecuzione di quello del primo ottobre, quando un gruppo di jihadisti di al-Qaeda nell’Africa occidentale aveva attaccato due basi militari nel Mali centrale.
In settembre i miliziani di al-Shabaad hanno attaccato prima un convoglio della missione europea (EUTM) nella zona di Mogadiscio, in Somalia, e poi hanno attuato un attacco contro la base americana di Baledogle, sempre nei pressi di Mogadiscio. Il movimento di al-Shabaad costituisce il più pericoloso movimento terroristico dell’Africa orientale. Nonostante la presenza della missione africana denominata AMISOM, sostenuta da Francia e USA, il movimento terroristico ha dimostrato di avere ancora il controllo di una parte della Somalia dove esercita funzioni simili a quelle di uno stato (esercitando il potere giudiziario, di ordine pubblico e fiscale). È verosimile che il movimento sia sostenuto da al-Qaeda e dal clan Haweye (in Somalia il potere è il risultato di una permanente conflittualità tra clan tribali) a sua volta supportato da Arabia Saudita ed Emirati Arabi, che hanno non solo interesse a destabilizzare il governo somalo di Abdullah Mohamed Abdullah ma anche a contrastare il clan Darod, sostenuto da Turchia, USA e Qatar. Tutto ciò sta a dimostrare ancora una volta il ruolo determinate dei Paesi del Golfo nel sostenere il terrorismo islamico e nel ruolo di destabilizzazione che il terrorismo svolge.
Il 10 ottobre e il 27 ottobre i miliziani del gruppo jihadista di Ahlu Sunnah Wa-Jamâ hanno ucciso sette mercenari russi, una parte dei quali decapitati, appartenenti alla Compagnia Wagner. Il gruppo terroristico costituisce una delle numerose filiali dello Stato islamico ben radicato in Mozambico e particolarmente radicato nella regione di Cabdo Delgado, dove il gruppo islamico si è formato.