Aumento Spread: mutui davvero più cari?

Notizie Geopolitiche –

Quando lo spread dei titoli di Stato aumenta, sale in modo esponenziale anche l’ansia dei mutuatari, sia quelli che già da tempo pagano le loro rate (fatta eccezione di chi ha stipulato un mutuo a tasso fisso) che quelli che stanno valutando la possibilità di accendere un mutuo oggi. Ma qual è la verità? Dobbiamo partire da alcune osservazioni:

• circa il 50% delle abitazioni annualmente viene acquistata accendendo un mutuo;
• solo il 5% dei titoli di stato sono nei portafogli dei piccoli risparmiatori.

Ora consideriamo ciò che è accaduto allo spread, partendo dal valore che aveva nel periodo precedente alla partenza del nuovo governo, pari a 120 punti base. La ripida salita ha portato il superamento della soglia dei 300 punti base a più riprese e comunque i valori che non sono più scesi sotto la soglia dei 200 punti base. Delle vere e proprie montagne russe che hanno messo in seria difficoltà i conti delle casse dello Stato.
Ma quando si parla di spread, l’associazione ai “tassi dei mutui” avviene in modo quasi automatico, creando situazioni di preoccupazione anche in coloro che hanno già stipulato un mutuo a tasso fisso. Questi non hanno assolutamente nulla da temere, né da aumenti di spread da parte delle banche e nemmeno dalle variazioni dei tassi di riferimento.
Non solo per quanto riguarda i tassi di indicizzazione (Euribor o Bce per il variabile e Irs o Eurirs per il fisso) è possibile affermare che sia che si tratti di mutui con tassi fissi che con tassi variabili, non c’è nessuna correlazione diretta tra il tasso e l’aumento dello spread tra Bund tedeschi e titoli di Stato Italiani. Quindi chi ha già un mutuo in corso sia a tasso fisso che variabile, ma anche chi è in procinto di stipulare un nuovo mutuo, non deve temere imminenti aumenti dei tassi di interesse.
Detto questo bisogna anche considerare lo spread che viene applicato dalle banche, così da definire il tasso che complessivamente verrà applicato al mutuo scelto (il cosiddetto tasso finito). Qui le differenze tra chi ha stipulato un mutuo prima dell’aumento dello spread Bund Btp e chi lo farà nei prossimi mesi potrebbe essere notevole in base ad alcuni effetti indiretti.
Nel particolare quando viene effettuata un’asta sui titoli di Stato e si verifica una situazione simile all’ultima emissione (che ha ottenuto uno scarsissimo successo, sia da parte dei risparmiatori che da parte di banche e investitori istituzionali visto anche lo spread alle stelle), gli istituti di credito si possono trovare in una situazione scomoda: per compensare la riduzione di guadagni ottenuti investendo in titoli di lungo periodo potrebbero essere costretti ad aumentare lo spread applicato ai mutui.
Ma perché hanno bisogno di ‘compensare’ aumentando proprio lo spread? Semplicemente perché non possono perdere la liquidità sui propri conti. Anzi le banche in periodi come questi possono essere costrette a aumentare i tassi di interesse ad esempio sui conti deposito, per attirare nuovi capitali rendendo però più costosa la raccolta di liquidità.
Questa liquidità serve in primis per finanziare nuovi mutui che presenteranno di conseguenza maggiori costi rispetto a quelli attuali a partire proprio dallo spread applicato. Questo potrebbe valere sia per i mutui a tasso fisso che a tasso variabile, ma solo per quelli di nuova stipula.
Ribadiamo ancora una volta l’uso del condizionale. Quanto appena evidenziato rappresenta infatti solo una possibilità che si potrebbe verificare nel medio periodo (quindi da qui a qualche mese), ma che ripetiamo potrebbe riguardare solo i nuovi mutui.