Austria. Riforma dell’intelligence

di Giuseppe Gagliano

Il governo tedesco Berlino auspica che l’esperienza internazionale della nuova squadra nominata nella cooperazione transfrontaliera presso BvT, il servizio di intelligence austriaco, possa inaugurare una nuova era di condivisione dell’intelligence con i partner europei. Finora la BvT è stata virtualmente esclusa dalle operazioni di condivisione dell’intelligence dell’Unione Europea.
I partner stranieri hanno gradualmente estromesso il servizio austriaco dai circoli di condivisione e discussione europei, compreso il Club de Berne, a causa di vari fallimenti da parte della BvT. L’esclusione dal club è particolarmente significativa dato che esso è responsabile del Gruppo antiterrorismo (ATG), dove i servizi europei condividono informazioni su militanti islamici e movimenti di estrema destra.
Attualmente in fase di riorganizzazione e ridenominazione, dal 1 dicembre 2021 la BvT sarà ribattezzata DSN, Direzione della Protezione dello Stato e dell’Intelligence. La nuova struttura organizzativa del DSN sta gradualmente prendendo forma e sarà composta da un direttore, Omar Haijawi-Pirchner, e da due vicedirettori, David Blum per le questioni di intelligence e Michael Lohnegger per la protezione dello Stato. Un comitato di sorveglianza, anello di congiunzione tra il DSN e il Parlamento, sarà guidato da Ingeborg Zerbes, nota professoressa specializzata in diritto penale europeo e internazionale.
Classe 1980, Haijawi-Pirchner ha iniziato a lavorare per la polizia nel 1999, si è affermato con importanti casi interni e ora beneficia del fatto di essere sempre stato un fautore della cooperazione internazionale. Blum, classe 1982, è politologo. Passi significativi nella sua carriera includono il suo periodo come capo dell’unità di analisi strategica presso l’Ufficio federale di polizia dal 2010 al 2020. Lohnegger, che ha anche iniziato la sua carriera nella polizia, ha recentemente lavorato alle indagini sull’attacco terroristico di Vienna del 2 novembre 2020.
Il compito principale del nuovo management sarà quello di liberare DSN dall’eredità della BvT. L’agenzia è stata coinvolta in diversi scandali politici. Di recente, i dipendenti della BvT sono stati accusati di aver trasmesso informazioni riservate a politici e, di conseguenza, sono stati perquisiti. È l’epilogo di due anni bui per il servizio, accusato anche di ingerenza politica e di infiltrazione dei servizi russi. Tutto questo in aggiunta alla grave mancanza di efficienza del servizio in materia di antiterrorismo. L’anno scorso è emerso che la BvT aveva ricevuto informazioni sui militanti islamici dietro l’attacco di Vienna dall’intelligence slovena, ma non aveva agito in merito.
Un grosso problema per i servizi alleati della Bvt è stato anche il coinvolgimento dell’agenzia nel mega-scandalo Wirecard, che alla fine ha portato al fallimento dell’agenzia di intelligence austriaca. Un gruppo bancario tedesco, che si è rivelato essere un asset russo, ha potuto prosperare grazie ai suoi contatti presso BvT.