di Giuseppe De Santis –
Per il suo fabbisogno energetico il Botswana utilizza il carbone, un bisogno sempre meno sostenibile in quanto le centrali a carbone sono fortemente inquinanti e il loro impatto ambientale è particolarmente negativo.
Il governo del presidente Duma Boko si è posto come obiettivo quello di produrre entro il 2030 energia rinnovabile pari al 50% del fabbisogno totale, puntando alla costruzione di centrali a energia solare.
La maggior parte della superficie del Botswana è desertica e quindi è particolarmente indicata per l’installazione di pannelli solari, per cui l’impegno entro il 2030 è di 8 gigawatt di elettricità pulita.
Con questo piano il Botswana punta anche a eliminare la necessità di importare energia dai paesi vicini, prevenendo problemi di black-out.
Negli ultimi anni lo Zambia e lo Zimbabwe hanno tagliato le forniture di elettricità al Botswana per via della siccità che ha impedito alle centrali idroelettriche di produrre energia, mentre il Sudafrica ha interrotto le forniture a causa del malfunzionamento dei vecchi impianti.
Il governo intende quindi raggiungere l’autonomia energetica e magari di vendere energia ai paesi circostanti. Il Bostwana, paese a nord del Sudafrica e stretto tra Zimbabwe e Namibia, conta circa 2 milioni e mezzo di abitanti.












