di Giuseppe De Santis –
L’economia del Brasile è la più grande del Sud America, ma nel Paese persistono ancora povertà e forti diseguaglianze. Negli ultimi anni, tuttavia, entrambi questi fenomeni hanno registrato un significativo calo.
A rivelarlo è uno studio dell’Institute for Applied Economic Research, che evidenzia un miglioramento in tutti i principali indicatori sociali.
Negli ultimi trent’anni il reddito medio è aumentato del 70%, mentre il tasso di diseguaglianza, misurato attraverso l’indice di Gini, è diminuito del 18%. La povertà estrema, inoltre, è scesa dal 25% del 1995 al 5% nel 2024.
I progressi però non sono stati costanti: le fasi di maggiore avanzamento si sono concentrate tra il 2003 e il 2014 e successivamente tra il 2021 e il 2024.
Secondo lo studio, le ragioni di questi miglioramenti risiedono nell’aumento dell’occupazione e dei salari, oltre che nell’ampliamento dei programmi di assistenza sociale, che hanno contribuito a ridurre sia la povertà estrema sia le diseguaglianze.
Nonostante i risultati positivi, il Paese deve ancora affrontare sfide rilevanti per eliminare del tutto la povertà moderata ed estrema. Il governo brasiliano sembra tuttavia aver intrapreso la strada giusta per raggiungere questo obiettivo.












