Burkina Faso. Sandaogo Damiba alla ricerca del sostegno di Mosca senza rinunciare all’occidente

di Giuseppe Gagliano

La giunta militare del tenente colonnello Paul-Henri Sandaogo Damiba, che governa il Burkina Faso a seguito dle golpe del 24 gennaio 2022, non è stato allo stato attuale in grado di contrastare la presenza dell’estremismo islamico, come dimostra il fatto che vi è stata proprio nel periodo di luglio – agosto una intensificazione degli attacchi dei gruppi jihadisti. Secondo Africa Confidential la posizione che sta attualmente assumendo è quella di trovare un equilibrio precario ed insieme complesso tra Parigi e Mosca. Costruire una partnership con la Russia significherebbe coinvolgere direttamente il Gruppo Wagner, già ampiamente presente sia nel Mali che nel Repubblica Centrafricana. Le intelligence francese e americana sono pienamente al corrente di queste intenzioni ed intendono fare di tutto per contrastarle.
Allo scopo di evitare contrasti con Parigi e con Washington la giunta del colonnello ha deciso di assumere un noto lobbista di armi israeliano, Ari Ben-Menashe per influenzare i responsabili politici negli Stati Uniti e per assicurarsi armi per la giunta.
Ben-Menashe è uno dei più noti lobbisti a livello internazionale nel campo delle armi e come tale è un uomo d’affari considerato con pochi scrupoli, come dimostra il fatto che abbia dato ampio appoggio alle giunte golpiste sia del Sudan che del Myanmar. Il sostegno che intenderebbe dare alla giunta militare del Burkina Faso dovrebbe essere legittimato e sostenuto sia da Israele che dalla Arabia Saudita.