Caso Biot: qualcosa non quadra

di Giuseppe Gagliano

Il 31 marzo un noto telegiornale nazionale ha aperto con la notizia che l’ufficiale della Marina Militare italiana Walter Biot ha venduto documenti riservati per i sistemi di sicurezza della Nato a un agente russo per la cifra di 5mila euro. Durante il servizio vengono mostrate immagini di repertorio: un uomo con una valigetta e piedi che si intravedono al di là di un’auto. Una scenografia insomma da film di spionaggio. Americano naturalmente. Ed ecco che come per miracolo compare la foto di Putin con occhiali a specchio, tipica dell’immaginario dei film americani sulle spie.
Alcune considerazioni. L’ufficiale è in realtà un impiegato di medio livello che lavora per la Difesa ed è certamente strano che un ufficiale di questo lgrado possa agevolmente accedere a informazioni così sensibili, così rilevanti. Ma se fosse così facile accedere a informazioni di questo genere, non sarebbe il caso di rivedere tutta la sicurezza in ambito Nato?
Inoltre va rivelato che lo spionaggio è una delle maggiori costanti nella relazione fra Stati, da qualche secolo! E allora perché dare una rilevanza così spropositata a livello comunicativo per una corruzione di soli 5mila euro? In questa scenografia costruita a tavolino Putin e la Russia sono il nemico, esattamente come nel corso della Guerra fredda, e la Nato rappresenta il baluardo della libertà e della democrazia…
Propaganda a parte la rilevanza che è stata data a questa notizia non avrà qualche legame con la postura offensiva posta in essere dalla amministrazione Biden nei confronti della Russia? Non avrà a che fare con il Nord Stream 2 e con il vaccino Sputnik, che potrebbe raggiungere il nostro paese facendo concorrenza alle industrie farmaceutiche americane ed inglesi? L’Italia è sicuramente un buon alleato degli Stati Uniti. Anzi un protettorato americano.