Cina. Analisti bancari sotto pressione

di Giuseppe Gagliano

Secondo fonti dell’intelligence francese le banche d’investimento cinesi stanno affrontando nuove sfide a causa di una politica più severa imposta dal Partito Comunista Cinese (PCC). Xi Jinping, il leader cinese, desidera che le banche e le istituzioni finanziarie del paese appaiano stabili. Tuttavia il PCC ha introdotto regole spesso contraddittorie per le banche, costringendo gli analisti a modificare o a censurare i report. Di conseguenza le operazioni bancarie sono diventate più complicate.
Tra le banche più colpite ci sono Citic Securities, China International Capital Corp, China Galaxy Securities e BOC International Holdings Ltd. Queste istituzioni stanno assistendo a un aumento delle riunioni obbligatorie organizzate dal PCC, passando da poche all’anno a una o due al mese. Questa frequenza ha portato a un clima di lavoro teso e a una sorta di paralisi operativa.
In particolare gli analisti finanziari sono sotto pressione. Inizialmente, sono stati esortati a usare un vocabolario più cauto, poi è stato loro proibito di esprimere opinioni negative sull’economia o sui mercati sia in pubblico che in privato. Inoltre è stato richiesto loro di presentare rapporti che promuovano solamente “fusioni armoniche” e “riorganizzazioni virtuose”.
Questa situazione ha creato un ambiente lavorativo difficile per gli analisti, che ora evitano di scrivere report per paura di possibili ripercussioni. A ciò si aggiunge la diminuzione dei loro stipendi e bonus. Questo ha portato alcuni analisti a divulgare informazioni sui nuovi regolamenti operativi alla stampa, creando un circolo vizioso di fughe di notizie e ulteriori riunioni di crisi indette dal PCC per tenere sotto controllo la situazione.