Ansa, 14 set 11 –
Torturato fisicamente e mentalmente e sottoposto a continue umiliazioni. E’ quello che e’ accaduto a Jiang Tianyong, un avvocato e attivista cinese per i diritti umani, rilasciato dalle autorita’ cinesi dopo due mesi di detenzione. Secondo quanto riferisce il quotidiano di Hong Kong, il South China Morning Post, Jiang solo ora si e’ deciso a raccontare le torture subite. Finora era rimasto in silenzio, molto probabilmente per paura di essere catturato di nuovo o di violare l’accordo fatto con le autorita’, che lo hanno liberato a condizione di non parlare e di non rilasciare interviste. Portato via lo scorso 19 febbraio, nel corso della campagna governativa per sopprimere la cosiddetta ‘rivoluzione dei gelsomini’, arrivata anche in Cina su ispirazione di quella del mondo arabo, ma subito repressa dalla polizia cinese, Jiang, avvocato quarantenne noto per il suo impegno sociale nel campo dei diritti umani, ha raccontato di essere stato picchiato per due giorni consecutivi dopo la sua cattura e di essere stato immobilizzato per 15 ore al giorno in una stanza con le tende sempre chiuse, mentre funzionari di polizia lo interrogavano ripetutamente. Jiang ha anche detto che i suoi inquisitori gli avevano detto ”che loro potevano fare cose consentite dalla legge, ma anche cose non consentite dalla legge”. ”La seconda notte dopo essere stato picchiato – ha raccontato l’avvocato – ho detto ai miei carcerieri ‘vi prego sono un essere umano, anche voi siete esseri umani, perche’ fate cose cosi’ inumane’, ma loro mi hanno risposto che no, che io non ero un essere umano”. Nonostante tutto, Jiang si considera un uomo fortunato, a paragone di altri, come ad esempio Tang Jitian, un altro avvocato torturato con getti di aria fredda e ammalatosi di tubercolosi dopo il suo rilascio. O come l’avvocato di Guangzhou, Tang Jingling, a cui sono state somministrate medicine rivelatasi poi tossiche. O come lo stesso artista Ai Weiwei, sul cui periodo di carcerazione pian piano emergono nuovi dettagli. Secondo quanto fatto sapere da sua sorella in una intervista al Washington Post, Ai Weiwei sarebbe stato tenuto per 24 ore al giorno in una stanza illuminata , guardato a vista sempre, anche mentre dormiva o era in bagno. Intanto si apprende dal sito di Radio Free Asia (Rfa) che anche un altro attivista e scrittore, Hu Di, e’ stato rilasciato nella provincia orientale dell’Anhui. Scomparso misteriosamente, come molti altri, lo scorso mese di febbraio, Hu si troverebbe ora in condizioni mentali molto precarie, come denuncia la sua famiglia. ”Non ha dato molti dettagli sulla sua detenzione – ha spiegato Zheng, un amico di famiglia -. Ora vuole solo avere un periodo di tranquillita’ e cercare di riprendersi stando con i suoi cari”. Zheng ha poi aggiunto che molti dei sostenitori e amici di Hu sono molto preoccupati, essendosi sparsa la voce che sia stato ricoverato per problemi psichiatrici. ”Prima della detenzione era un uomo normale – ha aggiunto Zheng -. Cosa sara’ mai successo durante la sua carcerazione?”.












