Cina. Indagini serrate per debellarela corruzione nel settore bancario

di Giuseppe Gagliano

I destini di Huang Zhaohui, presidente del comitato di gestione e amministratore delegato di China International Capital Corp (CICC), e del suo direttore esecutivo, Shen Rujun, sono ancora avvolti nel mistero. Quello che si sa è che il 22 ottobre i due alti dirigenti si sono discretamente dimessi dai loro incarichi: sono accusati di “gravi violazioni dei regolamenti e della legge”, espressione in uso presso la Commissione centrale per designare un’ispezione disciplinare (CCDI) con riferimento ai casi di corruzione.
Gli organi rappresentativi del PCC presso la banca interna della CICC sono stati introdotti rapidamente per evitare di avviare tutta una serie di indagini.
In passato molti funzionari di alto rango del Partito comunista cinese utilizzavano le loro posizioni di rilievo per acquistare yacht o proprietà sontuose in Cina o all’estero.
Un’altra forma di corruzione erano le richieste di spese molto alte e assolutamente ingiustificabili per intrattenere i loro clienti, nonché quellee per servizi di consulenza esterni.
Inoltre il Partito comunista cinese sta attuando indagini sempre più capillari sulle quattro grandi banche cinesi, ovvero Bank Of China, Agricultural Bank of China, Industrial and Commercial Bank of China e China Construction Bank, allo scopo di individuare i funzionari corrotti.