Cina. Trattative segrete con l’India per le zone contese

di Giuseppe Gagliano

Nel delicato scenario geopolitico dell’Himalaya, l’escalation di tensioni tra Cina e India attira l’attenzione internazionale. Le recenti mosse di Pechino e Nuova Delhi mettono in luce non solo una disputa territoriale storica, ma anche il complesso gioco di potere nella regione.
L’epicentro di questa tensione è l’Arunachal Pradesh, una regione montuosa che l’India considera parte integrante del suo territorio, ma che la Cina rivendica come “Zangnan”, ovvero Tibet Meridionale. Questa disputa ha radici nella complessa storia coloniale e post-coloniale dell’Asia del sud, aggravata da mire espansionistiche e nazionalistiche.
Secondo fonti dell’intelligence francese, il ministero della Sicurezza dello Stato di Pechino (MSS, o Guoanbu) ha avviato negoziati segreti con Nuova Delhi. Inaspettatamente questi colloqui includono proposte di compromessi territoriali, con la Cina che offre concessioni nella valle di Galwan in cambio di riconoscimenti nell’Arunachal Pradesh settentrionale.
Nonostante l’apparente apertura al dialogo, vi sono indicazioni di una strategia più complessa da parte del PLA (Esercito Popolare di Liberazione cinese). Infatti gli agenti francesi hanno rilevato la costruzione di basi militari segrete cinesi e test missilistici, suggerendo una doppia strategia che unisce negoziazione e intimidazione militare.
La disputa sull’Himalaya non è un isolato conflitto bilaterale. Essa si intreccia con le ambizioni del Corridoio Economico Cina-Pakistan (CPEC) e la presenza cinese in Aksai Chin, alimentando una più ampia rivalità sino-indiana che ha ripercussioni globali in termini economici e di sicurezza.