Cipro. Guterres rilancia il dialogo sull’isola divisa, ma resta il nodo tra Grecia e Turchia

di Giuseppe Gagliano –

Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres è tornato a Cipro per rilanciare il dialogo tra il presidente della Repubblica di Cipro, Nikos Christodoulides, e il leader turco cipriota Tufan Erhurman, nel tentativo di riaprire uno dei negoziati più complessi della diplomazia internazionale. La missione punta a verificare se esistano ancora le condizioni politiche per avviare un percorso di compromesso dopo oltre cinquant’anni di divisione dell’isola.
Dal 1974, in seguito all’intervento militare turco successivo al colpo di Stato sostenuto dalla giunta greca, Cipro è separata tra la Repubblica di Cipro, riconosciuta dalla comunità internazionale e membro dell’Unione europea, e la parte settentrionale controllata dai turco ciprioti e riconosciuta esclusivamente da Ankara. Tra le due aree continua a estendersi la zona cuscinetto amministrata dalle Nazioni Unite, che attraversa anche Nicosia, ultima capitale divisa d’Europa.
La questione cipriota assume oggi una rilevanza strategica crescente per la posizione dell’isola nel Mediterraneo orientale, al centro delle rotte che collegano Turchia, Siria, Libano, Israele ed Egitto. In un contesto regionale segnato da tensioni militari e competizione energetica, Cipro rappresenta un punto di equilibrio sempre più delicato.
Sull’isola convivono inoltre importanti interessi strategici. Il Regno Unito mantiene le basi sovrane di Akrotiri e Dhekelia, la Turchia conserva migliaia di militari nel settore settentrionale e la Grecia considera la sicurezza di Cipro parte integrante della propria strategia nazionale. L’Unione europea, dal canto suo, continua a includere tra i propri membri uno Stato che non esercita il controllo sull’intero territorio nazionale.
Il principale ostacolo ai negoziati resta il diverso modello di soluzione sostenuto dalle parti. La leadership greco cipriota continua a promuovere una federazione bizonale e bicomunitaria, mentre Ankara e gran parte della dirigenza turco cipriota sostengono la creazione di due Stati sovrani. La distanza tra le due posizioni rende estremamente difficile qualsiasi accordo definitivo.
Ad alimentare il confronto contribuisce anche la competizione per i giacimenti di gas naturale presenti nelle acque circostanti. La Repubblica di Cipro ha sviluppato accordi energetici con Egitto, Israele e altri partner regionali, mentre la Turchia contesta le delimitazioni marittime e rivendica i diritti dei turco ciprioti sulle risorse offshore.
Una riunificazione favorirebbe investimenti, collegamenti energetici e sviluppo economico, trasformando Cipro in un importante hub logistico e commerciale tra Europa, Medio Oriente e Nord Africa. Al contrario, il permanere della divisione continua a frenare la crescita economica e ad alimentare l’incertezza politica e strategica.
La visita di Guterres riporta la questione cipriota al centro dell’agenda internazionale e potrebbe favorire nuove misure di fiducia tra le parti. Tuttavia, una soluzione resta legata soprattutto alle scelte politiche di Nicosia, Atene e Ankara. In un Mediterraneo sempre più militarizzato e attraversato da rivalità geopolitiche, la divisione dell’isola rischia infatti di trasformarsi da conflitto congelato a nuovo fattore di instabilità regionale.