Cipro. Movimenti a Washington per l’adesione alla Nato

di Giuseppe Gagliano

Durante un incontro tra il presidente cipriota Nikos Christodoulides e il presidente statunitense Joe Biden a ottobre sono stati discussi i passi per un avvicinamento graduale all’Alleanza Atlantica. Il governo di Nicosia avrebbe già elaborato una strategia di adesione passo-passo, approvata da Washington, che mira a ridefinire il “nuovo ruolo di Cipro” nella regione. Della questione, che apre scenari complessi tanto sul piano geopolitico quanto su quello militare, se ne è discusso in questi giorni negli ambienti Nato: Cipro ha storicamente mantenuto una posizione di neutralità, essendo stata membro del Movimento dei Paesi Non Allineati fino al 2004, quando ha aderito all’Unione Europea. Tuttavia fino ad oggi l’adesione alla NATO non era mai stata considerata una priorità strategica. La sua posizione geografica, al crocevia tra Europa, Medio Oriente e Nord Africa, ha fatto di Cipro un punto di interesse per potenze globali e regionali. L’isola ospita già basi militari britanniche, che rappresentano un elemento chiave per le operazioni nel Mediterraneo orientale.
Il possibile ingresso di Cipro nella NATO potrebbe essere interpretato come un tentativo di rafforzare la propria sicurezza nazionale, specialmente alla luce delle tensioni con la Turchia riguardo alla questione della Repubblica Turca di Cipro Nord (riconosciuta solo da Ankara). Inoltre, il recente incremento delle esplorazioni energetiche nel Mediterraneo orientale ha esacerbato le dispute marittime nella regione. L’adesione alla NATO fornirebbe a Nicosia un ombrello di sicurezza, dissuadendo potenziali aggressioni e aumentando la sua capacità di negoziazione sui temi energetici.
Per gli Stati Uniti l’adesione di Cipro rappresenterebbe un’opportunità per rafforzare il controllo NATO nel Mediterraneo orientale, una regione sempre più rilevante per contrastare l’influenza russa e cinese. La presenza militare russa a Tartus, in Siria, e i crescenti investimenti cinesi nei porti del Mediterraneo preoccupano Washington. Integrare Cipro nella NATO consoliderebbe l’arco strategico che include Grecia, Italia e Turchia, migliorando la proiezione di potenza statunitense nella regione.
L’ingresso di Cipro nella NATO non sarebbe privo di tensioni. La Turchia, membro dell’Alleanza dal 1952, ha una lunga storia di attriti con Cipro. Ankara potrebbe opporsi all’adesione cipriota, temendo un’ulteriore perdita di influenza nella regione e un rafforzamento della posizione greca su questioni strategiche. Tuttavia, l’attuale contesto geopolitico, caratterizzato da un’attenzione crescente della NATO verso l’Indo-Pacifico e la guerra in Ucraina, potrebbe spingere la Turchia a negoziare concessioni in cambio del proprio supporto.
L’eventuale adesione di Cipro alla NATO rappresenterebbe un significativo sviluppo geopolitico, con implicazioni che vanno ben oltre i confini dell’isola. Da un lato, rafforzerebbe la sicurezza di Nicosia e l’influenza occidentale nel Mediterraneo orientale; dall’altro, potrebbe riaccendere tensioni con la Turchia, complicando ulteriormente le già delicate dinamiche interne all’Alleanza Atlantica. In un’epoca di crescenti rivalità globali, la mossa di Cipro evidenzia come anche gli Stati più piccoli possano giocare un ruolo cruciale nei calcoli strategici delle grandi potenze.