di Giuseppe Gagliano –

L’amministrazione Trump intende destinare un miliardo di dollari alla Colombia per rafforzare la lotta al narcotraffico e la cooperazione in materia di sicurezza, segnando un deciso riavvicinamento tra Washington e Bogotá dopo l’insediamento di Abelardo De La Espriella. Il finanziamento, che dovrà essere concordato con il Congresso, punta a riportare il Paese al centro della strategia statunitense in America Latina.

I rapporti tra Stati Uniti e Colombia si erano deteriorati durante la presidenza di Gustavo Petro a causa delle divergenze su Gaza, Venezuela, lotta alla droga e operazioni statunitensi nei Caraibi. Con De La Espriella, Washington trova invece un governo maggiormente disposto a collaborare sul controllo del territorio, sul contrasto alle organizzazioni criminali e sull’immigrazione irregolare.

L’ingresso della Colombia nello “Scudo delle Americhe”, l’alleanza promossa da Trump contro il narcotraffico, rafforza ulteriormente questa cooperazione. L’iniziativa potrebbe comprendere condivisione di informazioni, sorveglianza marittima e delle frontiere, addestramento e coordinamento tra le forze armate dei Paesi aderenti.

Una parte del miliardo potrebbe essere destinata a sistemi di sorveglianza, velivoli, mezzi terrestri e fluviali, apparati di comunicazione e sostegno alle forze speciali. La geografia colombiana rende tuttavia particolarmente complessa la lotta al narcotraffico, soprattutto nelle regioni montuose e forestali dove la presenza dello Stato rimane limitata e le economie illegali costituiscono un’importante fonte di reddito.

La Colombia ha già beneficiato per anni di una vasta assistenza statunitense attraverso il Piano Colombia, che contribuì al rafforzamento delle forze armate e all’indebolimento delle principali organizzazioni guerrigliere senza però eliminare la produzione e il traffico di cocaina. Le reti criminali hanno dimostrato una notevole capacità di adattamento, frammentandosi e trasferendo le proprie attività verso nuovi territori.

Il finanziamento potrebbe produrre anche conseguenze economiche. Un miglioramento della sicurezza favorirebbe investimenti, infrastrutture, esportazioni e sfruttamento delle risorse energetiche e minerarie. La Colombia dispone infatti di petrolio, carbone, oro, nichel e importanti risorse agricole, oltre a occupare una posizione strategica tra Caraibi, Pacifico, America centrale e America meridionale.

La maggiore assistenza statunitense potrebbe però comportare anche richieste politiche da parte di Washington, dalla collaborazione nelle operazioni regionali al sostegno diplomatico nei confronti del Venezuela e al contenimento della crescente presenza economica di Cina, Russia e Iran in America Latina.

Il Venezuela rappresenta uno degli elementi centrali della nuova strategia. Il lungo confine colombiano può assumere un’importanza crescente per la sorveglianza dei transiti, la raccolta di informazioni e il contrasto alle reti criminali transnazionali. Una maggiore presenza militare e di intelligence comporta tuttavia il rischio di aumentare le tensioni lungo la frontiera.

Il miliardo destinato a Bogotá conferma quindi il ritorno della Colombia tra i principali alleati regionali degli Stati Uniti. De La Espriella ottiene risorse e sostegno per la propria politica di sicurezza, mentre Washington rafforza la propria presenza in un’area nella quale Pechino ha ampliato negli ultimi anni investimenti, commercio e infrastrutture.

La sfida per Bogotá sarà utilizzare l’assistenza americana per consolidare lo Stato e contrastare il narcotraffico senza trasformare la maggiore cooperazione con Washington in una riduzione della propria autonomia internazionale.