Confimprenditori, Indice PMI sotto i 50 campanello dall’allarme

“L’indice PMI manifatturiero dell’Italia è sceso a settembre a 49 punti, dopo il 50,4 registrato in agosto, tornando sotto la soglia di 50 che segna il confine tra crescita e contrazione. È il livello più basso da giugno e conferma un arretramento diffuso dell’attività industriale. Il dato fotografa un peggioramento evidente delle condizioni operative: le nuove vendite hanno subito la contrazione più rapida degli ultimi tre mesi e la domanda estera è in calo con la flessione più forte da marzo. Le esportazioni verso gli Stati Uniti, terzo mercato di destinazione del Made in Italy, hanno segnato un crollo del 21,2 per cento in un solo mese, mentre a livello complessivo le vendite extra-UE hanno registrato un arretramento dell’8 per cento. La meccanica e i beni strumentali hanno perso oltre il 16 per cento, i beni di consumo durevoli quasi il 10 per cento, il tessile e il sistema moda hanno subito cali superiori al 12 per cento. Anche l’agroalimentare, storicamente resiliente, ha segnato un meno 7 per cento”.
Lo ha detto il presidente di Confimprenditori, Stefano Ruvolo, alla presentazione del Report trimestrale sull’Indice delle PMI italiane.
“Le conseguenze per il tessuto produttivo italiano sono pesanti. Già oggi il saldo della bilancia commerciale non energetica è sceso da 7 miliardi a poco più di 5,3 miliardi di euro, con una perdita di quasi 2 miliardi rispetto all’anno precedente. Le stime indicano che, se la contrazione dell’export dovesse consolidarsi, potrebbero andare in fumo oltre 50.000 posti di lavoro nell’arco di dodici mesi. Il rallentamento si avverte in tutto il territorio nazionale: il Nord-Est ha segnato un calo del 2,4 per cento, il Sud e le Isole del 3,6 per cento, mentre solo il Centro ha registrato un segno positivo attorno al 4,5 per cento, insufficiente però a compensare le perdite delle altre aree. Senza interventi immediati, l’Italia rischia una recessione industriale che colpirà in primo luogo le piccole e medie imprese, cuore dell’economia nazionale. Il calo dell’indice manifatturiero sotto la soglia critica dei 50 punti non è un dettaglio tecnico, ma il segnale che il motore della produzione si sta spegnendo”.