Corea del Nord. Nuove sanzioni per gli aiuti alla Russia

di Giuseppe Gagliano

Ministri degli Affari Esteri di vari paesi, tra cui l’Italia, e rappresentanti dell’Unione Europea e degli Stati Uniti hanno recentemente rilasciato una dichiarazione in cui condannano i trasferimenti illegali di armi dalla Corea del Nord (RPDC) alla Russia. Questi trasferimenti sono stati utilizzati dalla Russia per sostenere l’attacco all’Ucraina, contribuendo a colpire infrastrutture critiche e prolungando la sofferenza del popolo ucraino. Gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni a entità e individui russi coinvolti in tali trasferimenti, come parte di uno sforzo coordinato per chiedere conto alla RPDC e alla Russia di tale cooperazione in ambito militare. Le sanzioni mirano a interrompere la crescente collaborazione tra la Corea del Nord e la Russia, che viola numerose risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
La Corea del Nord ha fornito alla Russia missili balistici e munizioni in cambio di petrolio e altre risorse, nonostante le restrizioni imposte dalle sanzioni ONU. La Russia ha recentemente posto il veto al rinnovo del mandato del Comitato di esperti delle Nazioni Unite, il quale monitora le attività della Corea del Nord, suscitando critiche da parte della comunità internazionale.
Da un punto di vista geopolitico la critica da parte degli Stati Uniti e dei suoi alleati si scontra con le accuse di ipocrisia. Washington è stata accusata di applicare “due pesi e due misure” nelle sue interpretazioni delle relazioni internazionali, specialmente considerando le proprie alleanze e la vendita di armi a vari paesi coinvolti in conflitti. Mentre condanna la Russia per l’acquisto di armi dalla Corea del Nord, gli Stati Uniti continuano a sostenere militarmente i propri alleati, come l’Ucraina, con significativi trasferimenti di armi e aiuti militari, dimostrando una politica che può apparire selettiva e influenzata dai propri interessi strategici.