Corea del Sud. Difesa: il ministro indiano Singh in visita per la cooperazione militare

di Giuseppe Gagliano

Nella prima settimana di settembre il ministro della Difesa indiano Rajnath Singh è stato in tournée di cinque giorni nel nord est asiatico, facendo della Corea del Sud la sua seconda tappa dopo il Giappone. Durante la visita il ministro indiano ha incontrato la sua controparte, Jeong Kyeong-doo con lo scopo di espandere la cooperazione nei settori della difesa e della sicurezza. Gli accordi siglati sono particolarmente rilevanti poiché dimostrano l’importanza del rafforzamento del partenariato strategico tra India e Corea del Sud, che consentirà all’India di consolidare la sua proiezione di potenza nell’Indo-Pacifico utilizzando, laddove fosse necessario, le infrastrutture militari sudcoreane. Inoltre la Corea del sud potrebbe su medio e lungo termine servirsi dell’India come hub nell’ambito della difesa ed esportare i suoi prodotti nell’Asia centrale, nell’Asia meridionale ed in Africa. Dal punto di vista strettamente geopolitico sia l’India che la Corea del Sud attraversano naturalmente diverse tensioni sia con la Cina che con il Giappone. Per esempio la Cina, come d’altra parte anche la Russia, non accetta la presenza di un sistema di difesa antimissile statunitense, il Terminal High Altitude Area Defense, installato nel 2017 in Corea del Sud. Questo sistema di difesa è finalizzato non solo a svolgere un ruolo di deterrenza nei confronti della Corea del Nord ma potrebbe anche servire, grazie alla presenza di radar, a porre in essere operazioni di spionaggio elettronico ai danni della Cina e della Russia.
Proprio per questa ragione il presidente della Corea del Sud Moon Jan-in ha rassicurato la Cina che non intende aderire ad un’alleanza trilaterale con il Giappone e gli Stati Uniti e che non intende espandere la presenza del sistema di difesa antimissile. Nonostante queste rassicurazioni l’aviazione russa e quella cinese hanno intensificato in funzione anti americana la loro presenza nello spazio aereo della Corea del Sud sfruttando, da un punto di vista strettamente militare, le debolezze statunitensi.
Ancora una volta la strategia posta in essere dall’India, come abbiamo avuto modo di sottolineare a proposito del Giappone, è finalizzata a contenere la diffusione dell’influenza cinese nella vasta regione che si estende dall’Oceano Indiano al Pacifico e che si concretizza nella necessità di costruire coalizioni non solo con gli Stati Uniti, ma appunto con il Giappone e la Corea del Sud.