Corea del Sud. Vertice di Lee Jae Myung con il vietnamita To Lam per la cooperazione bilaterale

di Giuseppe Gagliano

L’incontro a Seul tra il presidente sudcoreano Lee Jae Myung e il segretario generale del Partito comunista vietnamita To Lam ha segnato una tappa strategica nei rapporti bilaterali. L’obiettivo fissato è ambizioso: raggiungere entro il 2030 un volume di scambi commerciali di 150 miliardi di dollari, con un incremento del 75% rispetto ai livelli del 2024.
Il vertice, pur evitando toni pubblicamente polemici sui dazi imposti dagli Stati Uniti (15% sui prodotti sudcoreani e 20% su quelli vietnamiti), ha avuto sullo sfondo il crescente protezionismo dell’amministrazione Trump e la sua capacità di influenzare le catene di fornitura asiatiche.
Seul punta a un ruolo di primo piano nei progetti infrastrutturali del Vietnam: linee ferroviarie ad alta velocità, centrali nucleari e sviluppo urbano. La Corea del Sud offre competenze tecnologiche consolidate e un ecosistema industriale avanzato, mentre Hanoi si propone come hub produttivo ed esportativo, forte di costi del lavoro competitivi e di un fitto reticolo di accordi di libero scambio.
Il pacchetto di dieci memorandum d’intesa firmati comprende energia nucleare e rinnovabile, politiche finanziarie, scienza e tecnologia, con un’intesa di rilievo tra Korea Electric Power Corp. e Petrovietnam per favorire l’ingresso di Seul nel nascente settore nucleare vietnamita.
La cooperazione si estende a semiconduttori, nuovi materiali, intelligenza artificiale, biotecnologie e cantieristica navale. Per il Vietnam, questo significa accesso a know-how strategico e formazione di capitale umano qualificato; per la Corea del Sud, significa diversificare la produzione in un momento in cui la competizione tecnologica con la Cina e le restrizioni statunitensi impongono di cercare basi industriali affidabili in Asia.
L’asse Seul-Hanoi si colloca in un contesto regionale segnato da tensioni commerciali e strategiche. Entrambi i Paesi sono partner chiave degli Stati Uniti, ma cercano di mantenere una certa autonomia nelle scelte economiche. Il rafforzamento di questa cooperazione invia un messaggio chiaro: le economie asiatiche intendono consolidare i propri legami interni per ridurre l’esposizione alle oscillazioni della politica commerciale americana.
Inoltre, la presenza sudcoreana in Vietnam rappresenta un contrappeso all’influenza cinese, fornendo a Hanoi alternative strategiche in settori critici come energia e tecnologia.
Il progetto della ferrovia ad alta velocità Hanoi-Ho Chi Minh City, stimato in oltre 65 miliardi di dollari, è emblematico: una realizzazione di questa portata richiederà stabilità politica, solidità finanziaria e una gestione delle pressioni esterne, sia commerciali che geopolitiche.
Se riuscirà, l’asse Corea del Sud – Vietnam non sarà solo un modello di cooperazione bilaterale, ma un tassello fondamentale nella nuova architettura economica dell’Asia-Pacifico.