Corea del Sud. Yoon licenzia i vertici dei servizi segreti

di Giuseppe Gagliano

Il presidente sudcoreano Yoon Suk-yeol ha bruscamente cacciato l’intera leadership senior del National Intelligence Service (NIS). L’annuncio è arrivato con una dichiarazione rilasciata domenica dall’ufficio del presidente in cui si informava che Yoon aveva accettato le dimissioni del direttore del NIS e di due vicedirettori. Tuttavia è ampiamente inteso che queste dimissioni non erano volontarie, ma piuttosto il risultato della pressione esercitata dal presidente.
Tra i licenziati, il direttore Kim Kyou-huyn e il primo vicedirettore Kwon Chun-taek, entrambi considerati vicini al presidente Yoon, avevano un lungo background nel corpo diplomatico della Corea del Sud. Kim, un dirigente esperto con profonde intuizioni sulle relazioni Corea del Sud e Stati Uniti, aveva fatto lunghi tour nell’ambasciata sudcoreana a Washington. Kwon, con esperienza nel corpo diplomatico e ruoli alle Nazioni Unite, aveva anche un forte background internazionale. Yoon aveva nominato entrambi per guidare il NIS subito dopo aver assunto la presidenza nel maggio 2022.
Le speculazioni a Seoul abbondano riguardo le ragioni dietro la rapida decisione del presidente Yoon di licenziare la leadership dei NIS. Yoon ha promesso una solida politica di sicurezza e difesa in risposta alle provocazioni nordcoreane. I recenti resoconti dei media hanno accennato all’impazienza di Yoon per gli ostacoli burocratici all’interno del NIS, in particolare per quanto riguarda la gestione del personale.
I resoconti dei media sudcoreani indicano che un altro diplomatico esperto, Hong Jang-won, ha assunto la prima vicedirezione di NIS, mentre l’ex capo dell’area della Corea del Nord, Hwang Won-jin, ha preso il posto di secondo vicedirettore. La posizione di direttore rimane vacante, con Hong che guida temporaneamente l’agenzia fino alla nomina di un nuovo direttore nelle prossime settimane.