Costa Rica. Lo scontro tra governo e magistratura complica la lotta al narcotraffico

di Giuseppe Gagliano –

Il Costa Rica affronta una crescente crisi della sicurezza mentre il narcotraffico consolida la propria presenza nel Paese, ormai divenuto uno snodo strategico per il traffico di cocaina verso Stati Uniti ed Europa. In questo contesto la presidente Laura Fernández ha aperto un duro confronto con la magistratura, accusando il sistema giudiziario di essere infiltrato dalla criminalità organizzata e proponendo una riforma che affiderebbe al Parlamento la nomina del procuratore generale.
Le accuse hanno provocato l’immediata reazione dei vertici giudiziari, che hanno respinto ogni addebito e denunciato il rischio di un indebolimento dell’indipendenza della giustizia. Il confronto istituzionale si inserisce in una fase di forte pressione sul sistema di sicurezza, con un aumento degli omicidi e una crescente capacità delle organizzazioni criminali di infiltrarsi nell’economia e nelle attività logistiche del Paese.
La presidente guarda con interesse al modello adottato da Nayib Bukele in El Salvador, fondato su una forte centralizzazione del potere e su una repressione intensiva della criminalità. Tuttavia, il contesto costaricano presenta caratteristiche profondamente diverse e il semplice aumento degli arresti non appare sufficiente a contrastare reti criminali che operano attraverso riciclaggio, corruzione e controllo dei traffici internazionali.
Anche i tagli alle risorse destinate alla giustizia alimentano le polemiche. Mentre il governo denuncia inefficienze e infiltrazioni, la riduzione dei finanziamenti rischia di compromettere ulteriormente la capacità investigativa e giudiziaria, favorendo indirettamente le organizzazioni criminali.
La crisi della sicurezza rappresenta inoltre una minaccia per l’economia nazionale. Turismo, investimenti e servizi dipendono dalla reputazione del Costa Rica come Paese stabile e affidabile, mentre il narcotraffico dispone di ingenti capitali da riciclare nell’economia legale, alterando il mercato e rafforzando la propria influenza.
In un’America centrale sempre più attraversata dalle rotte della droga, il confronto tra governo e magistratura rischia di indebolire la risposta dello Stato proprio nel momento in cui sarebbe necessaria una maggiore cooperazione tra istituzioni. La capacità del Costa Rica di contenere la criminalità organizzata dipenderà non solo dalla fermezza dell’azione repressiva, ma anche dalla tenuta dello Stato di diritto e dall’efficacia delle sue istituzioni.