Danimarca. Copenaghen estende la leva a undici mesi e rafforza la difesa nazionale

di Giuseppe Gagliano –

La Danimarca ha avviato il nuovo servizio militare obbligatorio di undici mesi, estendendo per la prima volta la coscrizione anche alle donne e inaugurando una riforma destinata a rafforzare le capacità difensive del Paese. Dal 3 agosto circa 1.600 giovani hanno iniziato il nuovo percorso, che prevede cinque mesi di addestramento e sei di impiego operativo, nell’ambito di un piano che porterà le reclute annuali da 5.000 a 7.500 entro il 2033.
La riforma risponde al peggioramento del quadro di sicurezza europeo e si inserisce nel più ampio processo di riarmo avviato dai Paesi nordici dopo l’invasione russa dell’Ucraina. Oltre alla minaccia rappresentata da Mosca, Copenaghen guarda con crescente attenzione anche alla sicurezza dell’Artico e alla necessità di rafforzare la propria presenza in Groenlandia, territorio sempre più strategico per le grandi potenze.
Entro la fine di agosto una compagnia di oltre cento coscritti sarà infatti inviata in Groenlandia per affiancare le forze armate nelle attività operative. L’iniziativa ha soprattutto un valore politico, poiché conferma la volontà della Danimarca di consolidare la propria presenza sull’isola, al centro dell’interesse strategico di Stati Uniti, Russia e Cina per le nuove rotte artiche e le risorse minerarie.
Il nuovo modello di leva punta inoltre a formare personale capace di operare nei moderni scenari di guerra, con particolare attenzione all’impiego di droni, sistemi di sorveglianza, comunicazioni e guerra elettronica. L’obiettivo è integrare personale professionale, coscritti e riservisti, aumentando la capacità di mobilitazione delle forze armate.
L’ampliamento della coscrizione comporterà maggiori investimenti in infrastrutture, addestramento ed equipaggiamenti, ma il governo ritiene che il rafforzamento della difesa rappresenti una priorità strategica. La riforma potrà inoltre sostenere l’industria nazionale della difesa, in particolare nei settori della sorveglianza artica e delle tecnologie militari avanzate.
La scelta di Copenaghen riflette una tendenza sempre più diffusa in Europa, dove numerosi governi stanno rafforzando le proprie capacità militari nella consapevolezza che la sicurezza del continente richiederà un crescente contributo diretto degli Stati europei, anche nel quadro dell’Alleanza Atlantica.