di Mariarita Cupersito –
Entra nel vivo l’edizione 2026 del World Economic Forum, che come ogni anno riunisce a Davos circa tremila tra leader politici, istituzioni, imprenditori, investitori e rappresentanti della società civile. A dispetto del tema ufficiale scelto per la manifestazione, “Uno spirito di dialogo”, il Forum 2026 si svolge in un contesto di grandi tensioni sia sul piano economico che su quello della politica globale.
Tra i principali protagonisti della seconda giornata dell’evento, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente francese Emmanuel Macron.
“Gli shock geopolitici possono e devono rappresentare un’opportunità per l’Europa. A mio avviso, il cambiamento sismico che stiamo attraversando è un’occasione, anzi una necessità, per costruire una nuova forma di indipendenza europea”, ha dichiarato von der Leyen in occasione del suo intervento. “Questa esigenza non è nuova, né una reazione agli eventi recenti: è un imperativo strutturale da molto tempo”, ha aggiunto. “Certo, la nostalgia fa parte della storia umana. Ma la nostalgia non riporterà indietro il vecchio ordine”.
I dazi aggiuntivi proposti dal presidente Usa Donald Trump “sono un errore, soprattutto tra alleati di lunga data: l’Ue e gli Stati Uniti hanno raggiunto un accordo commerciale lo scorso luglio. E in politica, come negli affari, un accordo è un accordo. E quando degli amici si stringono la mano, deve significare qualcosa”, ha proseguito von der Leyen, ribadendo che la posizione europea sarà “ferma, unita e proporzionata”.
“Consideriamo il popolo degli Usa non solo come nostri alleati, ma come amici”, ha aggiunto. “Trascinarci in una pericolosa spirale discendente finirebbe solo per aiutare gli stessi avversari che entrambi siamo impegnati a tenere fuori dal nostro orizzonte strategico”.
“Stiamo lavorando a un pacchetto per sostenere la sicurezza dell’Artico. Primo principio: piena solidarietà con la Groenlandia e il Regno di Danimarca. La sovranità e l’integrità del loro territorio non sono negoziabili. In secondo luogo, stiamo lavorando a un massiccio aumento degli investimenti europei in Groenlandia”. L’Unione europea lavorerà “fianco a fianco con la Groenlandia e la Danimarca per valutare come possiamo sostenere ulteriormente l’economia e le infrastrutture locali. In terzo luogo, collaboreremo con gli Stati Uniti e tutti i partner per una più ampia sicurezza dell’Artico. Questo è chiaramente nel nostro interesse comune e intensificheremo i nostri investimenti”, ha concluso.
Anche il presidente francese Emmanuel Macron ha assunto nette posizioni durante il suo intervento al World Economic Forum: “I nuovi dazi sono inaccettabili, soprattutto se usati come leva contro la sovranità territoriale”, ha dichiarato. “Stiamo raggiungendo una fase di instabilità e squilibrio sia per la sicurezza che per l’economia, con oltre 50 guerre, anche se mi dicono che alcune sono risolte – ha osservato, ironizzando sulle recenti dichiarazioni di Trump in merito – e un passaggio verso un mondo senza regole dove la legge internazionale è calpestata e le ambizioni imperiali tornano alla superficie”.
“La Francia e l’Europa danno grande importanza alla sovranità e all’indipendenza oltre che alle regole del diritto internazionale, ed è per questo che abbiamo deciso il dispiegamento di nostre forze in Groenlandia. Nell’attuale situazione di mancanza di rispetto per le regole globali e per condizioni di parità, lo strumento anti-coercizione economica rappresenta uno strumento potente e l’Europa non dovrebbe esitare a usarlo”.
La presenza di Donald Trump a Davos è prevista nelle giornate del 21 e 22 gennaio: mercoledì con uno speciale intervento al World Economic Forum e giovedì con la prima convocazione, per il tycoon, del neocostituito Board of Peace, il Comitato per la pacificazione di Gaza.












