Dove nasce l’antagonismo inglese contro la Russia

di Michele Ditto –

Boris Johnson, primo ministro del Regno Unito, ha garantito a Svezia e Finlandia, in questi giorni impegnate a discutere circa l’ingresso nell’Alleanza Atlantica, protezione in caso di aggressione da parte della Russia. Una tale presa di posizione, se sommata al massiccio invio di armi e all’intransigenza verso quelle posizioni più “moderate” adottate timidamente da Francia e Germania, rende eloquente il livore di Londra nei confronti di Mosca. Ma da dove proviene tutto questo antagonismo?
L’Inghilterra è insieme a Usa e Polonia la promotrice della linea più dura e intransigente nei confronti della Russia. Non solo di fronte al recente evento della guerra in Ucraina. Negli anni precedenti, quando sorgevano diatribe di vario genere con la Russia, l’Inghilterra era sempre in primo piano per condannarla. Le motivazioni che spingono questi tre Stati verso l’assoluta ostilità nei confronti di Mosca sono diverse. Le giustificazioni di Washington e Varsavia appaiono chiare ed evidenti, mentre quelle di Londra sembrano quasi scriteriate. Proviamo dunque a fare luce sui motivi della posizione inglese, passando prima per gli altri due attori.

I motivi dell’antagonismo polacco.
Le ragioni che concorrono a spiegare l’antagonismo polacco sono principalmente due e accomunano la quasi totalità degli Stati dell’est Europa. La prima ragione è la posizione geografica: abitare ai confini di una potenza con ambizioni imperiali o avere tra essa e il proprio territorio un solo Stato (escludiamo la Bielorussia, de facto satellite e testa di ponte russo) non è certo rassicurante per chi voglia mantenere una propria indipendenza. Soprattutto dopo il ventiquattro febbraio. La seconda ragione è storica: tutti gli Stati dell’est Europa, durante il corso della storia, sono sempre stati in conflitto con la Russia, e molte volte inglobati e sottomessi da quest’ultima. Fervido nelle memorie delle vecchie e delle nuove generazioni (in queste ultime attraverso la pedagogia nazionale) è il periodo dell’Unione Sovietica. E’ proprio durante il periodo della Guerra Fredda che i popoli est europei sottomessi hanno coltivato astio e rancore nei confronti della Russia. Hanno un motivo in più quelle popolazioni che hanno visto il loro territorio invaso a causa di minima deviazione dalle direttive di Mosca. Ricordiamo La primavera di Praga del 1968 e l’invasione dell’Ungheria nel 1956. Solo di fronte a questo quadro possiamo comprendere la posizione della Polonia oggi.

Le interpretazioni riguardo l’antagonismo Usa.
Riguardo agli Stati Uniti la questione è più complicata. Sono diverse le interpretazioni che gli analisti hanno dato alla volontà Usa di non aprire le porte dell’Europa alla Russia. Alcuni credono che il vero motivo sia di natura ideologica: essendo gli Stati Uniti gli alfieri della democrazia e i promotori dei suoi valori, non vogliono permettere che l’autocrazia russa acquisisca potere e consenso in Europa. Altri analisti sostengono invece che la Russia sia un nemico funzionale agli interessi statunitensi in Europa: permetterebbe di mantenere compatto il fronte Europeo sotto l’egida Usa/NATO, evitando la nascita di un asse russo-tedesco che possa intaccare l’egemonia Statunitense. Tuttavia non è nello scopo dell’articolo approfondire questo argomento.

Le storiche ragioni dell’odierno antagonismo britannico.
Riguardo alle motivazioni inglesi è necessaria una breve ricostruzione storica. Nel 1815, con la fine delle guerre napoleoniche e il ridimensionamento della Francia, l’Inghilterra giunge all’acme della sua epopea imperiale. Sono gli anni della “pax britannica” e del dominio incontrastato di Albione sui mari e gli oceani. Tuttavia l’unico Stato in grado di darle filo da torcere rimane la Russia. L’oriente diventa il loro terreno di scontro e il conflitto indiretto che ne succede prende il nome di “grande gioco”. Il terrore inglese che l’Impero Russo potesse attaccare l’India, passando per l’Afghanistan, spinse l’Inghilterra a invadere la cosiddetta “tomba degli imperi” nel 1839. Decisione che le costò cara. E’ in questi anni che i giornali Inglesi iniziano una campagna di stampa contro la Russia. Essa è vista come l’unico e l’ultimo nemico da sconfiggere per acquisire il definitivo dominio globale. Esattamente la stessa situazione che si venne a creare con la guerra fredda tra Stati Uniti e Unione Sovietica; è infatti di quegli anni il pervasivo e paranoico sentimento antisovietico noto come maccartismo. Il successivo evento che vede, nel 1853, contrapposte Russia e Inghilterra è la guerra di Crimea. Conflitto da cui ne esce sconfitto l’impero zarista. La propaganda antirussa per giustificare la guerra trova ormai strada facile nell’opinione pubblica Inglese. E’ dunque durante l’Ottocento che in Inghilterra nasce e prende forma il sentimento russofobo, corroborato oggi dai recenti e drammatici eventi.
Possiamo quindi comprendere oggi l’intransigente posizione Inglese nei confronti della Russia. Motivata sicuramente e giustamente dall’aggressione di Mosca ma, assolutamente non un fattore di secondo piano, anche dall’odio ancestrale nei suoi confronti. L’ennesimo esempio di come la storia formi e trasformi le coscienze dei popoli, nel passare dei secoli, e le riverberi fino ai giorni nostri.