Eau. Accordi con Israele rafforzano la cooperazione militare nel Golfo

di Giuseppe Gagliano –

Gli Emirati Arabi Uniti e Israele stanno approfondendo la cooperazione nel settore della difesa attraverso trattative che, secondo documenti riservati citati da Haaretz, vedrebbero la società israeliana Elbit Systems negoziare contratti fino a 1,3 miliardi di dollari per la fornitura di droni Hermes e sistemi avanzati di intelligence. Se confermata, l’operazione segnerebbe un ulteriore consolidamento dell’intesa strategica tra i due Paesi.
La collaborazione va ben oltre la normalizzazione diplomatica avviata con gli Accordi di Abramo e si concentra su sicurezza, sorveglianza, controllo dei confini e capacità operative. Gli Emirati puntano da anni su forze armate altamente tecnologiche e vedono nei sistemi israeliani uno strumento per rafforzare ricognizione, monitoraggio marittimo e gestione delle informazioni sul campo.
Alla base dell’intesa vi è soprattutto la comune percezione della minaccia rappresentata dall’Iran. Pur mantenendo rapporti diplomatici ed economici con Teheran, Abu Dhabi considera una priorità il rafforzamento della difesa contro missili, droni e attività delle reti regionali filoiraniane. Per Israele, invece, gli Emirati costituiscono un partner strategico nel Golfo e un mercato di grande valore per la propria industria della difesa.
La cooperazione si fonda su sistemi interoperabili, scambio di informazioni e interessi convergenti, contribuendo alla formazione di una rete regionale di sicurezza che coinvolge Israele, le monarchie del Golfo e, indirettamente, gli Stati Uniti.
Sul piano economico, contratti di questa entità garantirebbero a Elbit Systems non solo la vendita dei sistemi, ma anche ricavi pluriennali derivanti da manutenzione, aggiornamenti, addestramento e assistenza tecnica. Per Abu Dhabi, l’acquisto di tecnologia israeliana rappresenta invece un modo per diversificare i fornitori e ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti e dagli altri partner occidentali.
La collaborazione comporta tuttavia anche rischi politici. Una crescente cooperazione militare con Israele potrebbe alimentare tensioni nell’opinione pubblica araba, mentre il conflitto israelo palestinese resta irrisolto, e potrebbe spingere l’Iran a rafforzare ulteriormente le proprie capacità militari e le relazioni con gli attori regionali ostili agli Emirati.
Le trattative confermano come la normalizzazione tra Israele ed Emirati sia ormai entrata in una fase prevalentemente strategica e militare. Più che un semplice accordo commerciale, esse riflettono la nascita di un nuovo equilibrio regionale fondato sulla convergenza di interessi di sicurezza, sulla tecnologia israeliana e sulle risorse finanziarie del Golfo.