EAU. Washington allenta i controlli sull’export di tecnologie avanzate per rafforzare l’alleanza con Abu Dhabi

di Giuseppe Gagliano –

L’amministrazione Trump ha deciso di allentare le restrizioni sull’esportazione verso gli Emirati Arabi Uniti di microprocessori avanzati, sistemi per l’intelligenza artificiale e altre tecnologie sensibili, nel tentativo di consolidare l’alleanza strategica con Abu Dhabi e contrastare l’influenza tecnologica della Cina. La misura consente al governo emiratino e ad alcune imprese autorizzate di accedere a determinati sistemi senza dover richiedere licenze individuali, nell’ambito dell’accordo di cooperazione tecnologica siglato tra i due Paesi.
Al centro dell’attenzione resta G42, il principale conglomerato tecnologico emiratino, che in passato ha intrattenuto rapporti con aziende cinesi attive nei settori delle telecomunicazioni e della sorveglianza. Nonostante l’impegno a rafforzare la collaborazione con partner occidentali e a ridurre i legami con Pechino, negli Stati Uniti permangono timori per un possibile trasferimento di tecnologie strategiche verso la Cina.
La decisione riflette un cambio di approccio da parte di Washington. Più che limitare l’accesso alle tecnologie, gli Stati Uniti puntano a integrare Abu Dhabi nella propria filiera dell’intelligenza artificiale, offrendo accesso ai microprocessori più avanzati in cambio di investimenti emiratini nelle infrastrutture digitali statunitensi e di maggiori garanzie sulla tutela della proprietà tecnologica.
L’intesa presenta anche una forte valenza economica. Gli Emirati mirano a trasformarsi in uno dei principali hub mondiali dell’intelligenza artificiale, sfruttando capitali, disponibilità energetica e posizione geografica per attrarre imprese e centri di elaborazione dati. Per le aziende americane, invece, il mercato emiratino rappresenta un’importante opportunità commerciale in un settore ad altissimo valore aggiunto.
Sul piano strategico, l’accordo comprende anche tecnologie destinate ai settori spaziale, della difesa e del nucleare civile, rafforzando il ruolo degli Emirati come partner regionale degli Stati Uniti nel Golfo. Al tempo stesso, resta aperto il dibattito sul rischio che capacità tecnologiche sviluppate con il sostegno americano possano essere utilizzate per finalità non previste o finire indirettamente a beneficio di attori vicini a Pechino.
La scelta di Washington evidenzia come la competizione con la Cina si stia spostando sempre più sul terreno della tecnologia avanzata. In questo contesto gli Emirati cercano di mantenere una politica estera equilibrata, rafforzando la cooperazione con gli Stati Uniti senza rinunciare ai rapporti economici con la Cina, confermandosi uno degli interlocutori più contesi nella nuova competizione globale per il controllo dell’intelligenza artificiale.