di Paolo Menchi –
La Corte Costituzionale dell’Ecuador ha autorizzato il presidente Daniel Noboa a convocare un referendum, previsto per il 16 novembre 2025, che deciderà se creare un’Assemblea Costituente incaricata di redigere una nuova carta costituzionale. Il progetto, fortemente sostenuto dal capo dello Stato, nasce nel contesto della sua “guerra al narcotraffico”, in un Paese dove la violenza ha raggiunto livelli record e il tasso di omicidi figura tra i più alti dell’America Latina.
Il pronunciamento del massimo organo giuridico non entra nel merito dell’opportunità politica della consultazione, ma certifica che la proposta di Noboa rispetta i requisiti democratici e costituzionali. La Corte ha ribadito che una Costituente «non è una strategia del potere di turno né un artificio politico, bensì un “processo di responsabilità storica”, particolarmente significativo in un Paese che ha cambiato più volte la propria legge fondamentale.
La Costituzione attuale risale al 2008 ed è stata promossa dall’ex presidente Rafael Correa. I tentativi di Noboa di modificarla attraverso il Parlamento si sono scontrati più volte con i giudici costituzionali, generando un duro conflitto istituzionale. Proprio questi contrasti hanno spinto il governo ad accelerare verso la via referendaria.
Se il popolo voterà a favore, l’Assemblea sarà composta da 80 membri: 24 eletti in una circoscrizione nazionale unica, 50 distribuiti nelle 24 province (con rappresentanza proporzionale alla popolazione) e 6 scelti dagli ecuatoriani residenti all’estero. Il mandato durerà 180 giorni, prorogabili una sola volta di altri 60, e si concluderà con la stesura di una nuova Costituzione da sottoporre a ulteriore referendum popolare.
Oltre alla questione della Costituente, gli elettori saranno chiamati a esprimersi su temi delicati: dall’eliminazione del divieto di installare basi militari straniere, una possibilità che richiama l’esperienza statunitense a Manta fino al 2009, fino alla cessazione del finanziamento pubblico ai partiti. Il costo della consultazione è stimato in circa 60 milioni di dollari.
L’appuntamento di novembre si presenta dunque come un passaggio decisivo: non solo per la lotta al narcotraffico, ma anche per ridefinire l’architettura istituzionale del Paese. Noboa, rieletto per il periodo 2025-2029 dopo un primo mandato iniziato nel 2023, punta a imprimere la propria impronta storica attraverso una riforma che potrebbe sostituire definitivamente l’eredità correista.












