Egitto. Al-Sisi vede il capo della Dgse francese Emie

di Giuseppe Gagliano

Il presidente egiziano Abdel Fatah al-Sisi ha incontrato pochi giorni fa il numero uno della Direzione generale della Sicurezza esterna (DGSE) francese Bernard Emie, nel palazzo presidenziale di Itihadiyah al Cairo.
L’incontro, a cui ha partecipato il capo dell’intelligence generale egiziana Abbas Kamel, ha incluso discussioni su una serie di questioni di sicurezza bilaterale e cooperazione militare.
Il presidente egiziano e il direttore della DGSE hanno anche scambiato opinioni sugli affari regionali e internazionali nel quadro della cooperazione in materia di sicurezza e intelligence tra i due Stati.
L’attenzione si è concentrata sull’antiterrorismo e sulle organizzazioni estremiste regionali e internazionali. A questo proposito al-Sisi ha sottolineato l’importanza di un coordinamento regolare per migliorare i mezzi per combattere l’estremismo ideologico, la violenza e il terrorismo. Ha poi aggiunto che il coordinamento “aumenterebbe anche la pressione su organizzazioni e gruppi terroristici”, come riporta il comunicato.
Il capo di stato egiziano ha ribadito che il ripristino delle istituzioni nei paesi in crisi garantirebbe la sicurezza e la stabilità dell’intera regione e limiterebbe i rischi inghiottiti.
Il funzionario francese ha ascoltato la visione del presidente egiziano sugli sviluppi nel Mediterraneo orientale e in Libia. Emie ha elogiato l’impatto positivo della linea designata dall’Egitto sul terreno nella Libia orientale, poiché ha sostenuto i negoziati politici volti a una soluzione globale alla crisi.
Il direttore della DGSE ha affermato che la Francia intende porre in essere un coordinamento continuo con l’Egitto su tutte le questioni di comune interesse a livello regionale, in particolare in Medio Oriente, nel Mediterraneo orientale e nel continente africano.
Fino a qui i fatti.
Qual è il significato sul piano geopolitico di questo incontro fondamentale? Ha certamente un significato simbolico, dal momento che il direttore di un servizio segreto incontra a tu per tu non solo il suo omologo ma il presidente di uno Stato estero dandone comunicazione pubblicamente; tuttavia l’incontro dimostra per l’ennesima volta il ruolo determinante che l’Egitto svolge per la Francia nel contrasto dell’integralismo jihadista a livello regionale e globale, donde l’esportazione di armi dalla Francia verso l’Egitto.
Infine il colloquio dimostra come la partnership strategica tra l’Egitto e la Francia sia finalizzata a contrastare la politica di proiezione di potenza turca soprattutto sul Mediterraneo, leggi Libia e la questione del gas per una futura spartizione delle zone di influenza.