Etiopia. Raddoppiata in sette anni la produzione di energia elettrica

di Giuseppe De Santis –

L’Etiopia è uno dei pochi Paesi al mondo in cui la quasi totalità dell’energia prodotta proviene da fonti rinnovabili, tra le quali prevale l’idroelettrico e, in misura minore, il solare, l’eolico e il geotermico.
Per comprendere l’importanza della produzione idroelettrica basta pensare ai grandi progetti realizzati negli ultimi anni, come la Great Ethiopian Renaissance Dam, la mega diga sul Nilo che da sola ha permesso di aumentare enormemente la quantità di elettricità prodotta.
Questi investimenti stanno iniziando a dare i loro frutti: negli ultimi sette anni la produzione di energia elettrica in Etiopia è raddoppiata, passando da 4.462 megawatt a 9.752 megawatt. Nei prossimi anni è destinata ad aumentare ulteriormente, dal momento che il governo punta a trasformare il Paese in un hub energetico regionale.
Per beneficiare pienamente di questo aumento della produzione è però fondamentale sviluppare una rete di distribuzione capillare che consenta l’accesso all’elettricità a tutta la popolazione. Anche su questo fronte sono stati registrati progressi: la rete di distribuzione ha raggiunto i 21 mila chilometri e, secondo le previsioni, nei prossimi anni potrebbe servire il 78% della popolazione.
L’obiettivo del governo resta comunque l’accesso universale all’energia. Per raggiungerlo, Addis Abeba punta anche su soluzioni specifiche off-grid, attraverso la creazione di strutture autonome in grado di fornire elettricità alle aree remote non raggiunte dalla rete nazionale.
L’accesso universale all’energia rappresenta un requisito fondamentale per la crescita dell’economia etiope: senza elettricità non può esserci sviluppo. Per questo motivo, le politiche energetiche del governo potrebbero avere importanti ricadute economiche non solo per l’Etiopia, ma anche per altri Paesi africani, considerando che parte dell’energia prodotta verrà esportata nel resto del continente.