
di Guido Keller –
L’evacuazione di un equipaggio dalla Stazione Spaziale Internazionale non sarebbe da considerare una vera e propria emergenza improvvisa, bensì un rientro urgente per motivi medici. Secondo le informazioni disponibili, la decisione sarebbe maturata dopo un problema verificatosi poco prima di un’attività extraveicolare programmata per il 7 gennaio.
Non si tratterebbe di un caso senza precedenti nella storia dell’esplorazione spaziale: missioni interrotte anticipatamente per ragioni di salute si sono già verificate in passato, come nel 1985 a bordo della stazione sovietica Salyut. Tuttavia, sarebbe la prima volta che una situazione del genere si verifica sulla ISS.
Il nome dell’astronauta interessato non è stato reso pubblico. È noto soltanto che si tratta di uno dei tre membri dell’equipaggio presenti in orbita nell’ambito della quota NASA: due astronauti statunitensi e uno giapponese. Secondo diverse indiscrezioni, il più probabile candidato sarebbe Mike Fincke, veterano di numerose missioni spaziali.
La particolarità della decisione riguarda il fatto che non rientrerà solo l’astronauta colpito dal problema di salute, ma l’intero equipaggio Crew-11, composto da quattro persone. Tra loro figura anche il cosmonauta russo Platonov. L’operazione di distacco dalla ISS è prevista per mercoledì 14 gennaio.
Secondo il programma originario, il rientro sulla Terra sarebbe dovuto avvenire a metà febbraio, ma la necessità di garantire assistenza medica immediata ha portato ad anticipare la conclusione della missione. Fonti vicine al programma spaziale sottolineano comunque che la situazione non viene classificata come critica, e che la procedura rientra nei protocolli di sicurezza previsti per la permanenza umana nello spazio.











