di Giuseppe Gagliano –
Manila rafforza la propria rete di alleanze e apre alla Francia mentre aumenta la pressione cinese nel Mar Cinese Meridionale, trasformando la sicurezza regionale in una questione sempre più globale. L’accordo sulle forze in visita tra i due Paesi consente esercitazioni congiunte e presenza militare reciproca, segnando un nuovo passo nella strategia filippina di internazionalizzare la propria difesa.
Per le Filippine l’obiettivo è riequilibrare un rapporto di forza sfavorevole nei confronti di Pechino senza agire da sole. La risposta è moltiplicare le partnership militari, aumentare l’interoperabilità con attori esterni e rendere ogni crisi locale un potenziale caso internazionale. In questo quadro la Francia si inserisce come potenza europea con interessi indo-pacifici, capacità militari e ambizione strategica.
Per Parigi l’intesa rappresenta un rafforzamento concreto della propria presenza in una regione chiave per commercio e sicurezza globale. Oltre al piano politico, l’accordo apre anche prospettive industriali, favorendo cooperazione militare, standard condivisi e possibili sviluppi nel settore della difesa.
La firma arriva in un momento di forte tensione, dopo nuovi attriti tra unità cinesi e filippine nei pressi di Thitu. Pechino continua a esercitare una pressione costante attraverso manovre navali e azioni intimidatorie, puntando a modificare gli equilibri senza arrivare a uno scontro diretto. Una strategia che mette in evidenza i limiti del diritto internazionale, come dimostrato dalla sentenza del 2016 rimasta senza effetti concreti.
In risposta, Manila accelera la costruzione di una rete di sicurezza che include Stati Uniti, Giappone, Australia, Nuova Zelanda e ora Francia. Emblematico il ritorno operativo del Giappone nelle esercitazioni Balikatan, per la prima volta dalla Seconda guerra mondiale, segno di un cambiamento profondo negli equilibri regionali e nella percezione delle minacce.
Il Mar Cinese Meridionale si conferma snodo cruciale non solo militare ma anche economico, attraversato da flussi commerciali vitali per l’intero pianeta. La sicurezza delle rotte e delle catene di approvvigionamento diventa così un interesse condiviso anche da attori esterni come l’Europa.
Dal punto di vista cinese, la crescente rete di accordi rappresenta una forma di contenimento progressivo. Non un’alleanza rigida, ma una trama di cooperazioni che limita la libertà di manovra di Pechino e rende più difficile isolare singoli Paesi.
Il risultato è un’Asia-Pacifico sempre più militarizzata. Mentre tutti gli attori dichiarano di voler evitare il conflitto, si rafforzano le capacità militari e le alleanze. Il patto tra Francia e Filippine non segna l’inizio di una guerra, ma conferma che il Mar Cinese Meridionale è ormai uno dei principali teatri della competizione globale del XXI secolo.












