di Giuseppe Gagliano –
Jordan Bardella, presidente del partito di destra francese Rassemblement National, si sta preparando per le elezioni parlamentari anticipate del 30 giugno e 7 luglio 2024. Bardella, 28 anni, ha goduto di un’ascesa rapida, diventando una figura centrale nella politica francese sotto la guida di Marine Le Pen. I sondaggi indicano che il Rassemblement National otterrà una quota significativa di voti, ma Bardella punta a una maggioranza assoluta per governare senza alleati.
Il manifesto del partito si concentra su temi come il contenimento dell’immigrazione clandestina, l’aumento del potere d’acquisto attraverso la riduzione delle tasse sull’energia e un maggiore controllo sulle scuole. Bardella ha cercato di rassicurare gli elettori che il suo partito continuerà a sostenere l’Ucraina, nonostante le sue posizioni vicine alla Russia. La campagna di Bardella mira a presentare il RN come un partito credibile e responsabile, cercando di distanziarsi dalle controversie del passato legate al razzismo e all’antisemitismo del predecessore del partito, il Front National. Tuttavia le idee fondamentali dell’estrema destra rimangono intatte, con un forte focus sulla riduzione dell’immigrazione e sulla protezione dell’identità francese.
Bardella ha promesso di espellere gli stranieri che commettono reati e di abolire il diritto alla nazionalità per alcune categorie. Ha anche proposto misure per ripristinare l’autorità nelle scuole, come punizioni più severe e l’introduzione di uniformi scolastiche.
In campo economico Bardella ha promesso di affrontare la crisi del costo della vita, anche se non ha fornito dettagli su come finanziare queste misure. La strategia di Bardella e del RN sembra mirare a normalizzare l’immagine del partito per attrarre un elettorato più ampio, sfruttando al contempo l’insoddisfazione nei confronti della leadership di Macron.
L’esito di queste elezioni potrebbe portare a una coabitazione tra un primo ministro di estrema destra e un presidente liberale, con potenziali implicazioni significative per la politica interna ed estera della Francia.












