Francia. La Total avvia il supercomputer Panagea III

di Giuseppe Gagliano –

Nella corsa al calcolo scientifico, Total è tornato al comando. Con il supercomputer Pangaea III appena inaugurato nel suo centro di ricerca a Pau, le cui capacità si aggiungono a quelle dei suoi due predecessori Pangaea I e II, il gruppo moltiplica per cinque la sua potenza di calcolo. La capacità viene ad essere di 31,7 petaflop (31,7 milioni di miliardi di operazioni al secondo equivalgono a 170.000 laptop), per cui il gruppo ha ora l’undicesimo supercomputer più potente al mondo. Se la top ten, ritenuta affidabile dai laboratori governativi e dalle principali università, è inaccessibile, Pangea è comunque il primo supercomputer industriale.
L’investimento non è stato reso noto ma è probabile che sia dello stesso ordine di quello concesso per i due supercomputer precedenti venduti dalla SGI americana: circa 30 milioni di euro ciascuno. Questa volta IBM ha vinto il bando di gara soprattutto grazie a un migliore controllo del consumo di energia.
La posta in gioco è strategica per le attività di esplorazione e produzione. Le industrie petrolifere hanno infatti bisogno di questa potenza di calcolo per ottenere immagini delle strutture geologiche che possono intrappolare gli idrocarburi, come ha sostenuto Arnaud Breuillac, direttore generale della produzione esplorativa di Total.
Chiamata Pangea, in riferimento a quella Pangaea che riuniva tutte le terre emerse 200 milioni di anni fa, il supercomputer francese triplica la sua capacità di archiviazione fino a 76 petabyte, equivalenti a 50 milioni di film HD. I volumi di dati sono diventati così giganteschi che Total ha firmato una partnership l’anno scorso con Google e confida molto nella intelligenza artificiale. Sono circa una trentina gli specialisti di Total che lavorano presso Google per sviluppare algoritmi che siano in grado di identificare meglio le strutture che potrebbero contenere petrolio ed estrarre i dati più rapidamente.
Questo semplice fatto di cronaca sta a dimostrare ancora una volta il ruolo decisivo che l’evoluzione tecnologica ha come strumento per amplificare la potenza economica degli Stati. Nel caso specifico, per rendere più rapida ed efficiente l’individuazione dei siti adeguati per l’estrazione. Ancora una volta quindi gli investimenti privati nella innovazione tecnologica, cioè delle multinazionali come Total, IBM e Google, si rivelano decisivi per la competizione economica tra Stati.