Francia. Le richieste dei servizi nel pacchetto della legge sugli stanziamenti militari

di Giuseppe Gagliano

Su impulso del presidente francese Emmanuel Macron è in via di approvazione in Francia la legge sugli stanziamenti militari 2019-2025, chiamata anche Loi de Programmation Militaire, o LPM. Facendo leva sulla gravità della situazione determinata dalla guerra tra Ucraina e Russia, tutti i servizi di sicurezza francesi, e cioè la DGSE,la DRM (Direction du Renseignement Militaire) e la DRSD (Direction du Renseignement et de la Sécurité de la Défense) stanno facendo delle rilevanti pressioni per ottenere dei vantaggi di grande rilevanza dal punto di vista operativo ma che mettono tuttavia in discussione alcuni principi consolidati dalla democrazie europea. Di cosa esattamente stiamo parlando? Rivolgendo la nostra attenzione alla DGSE questa sta facendo pressioni allo scopo di poter acquisire tutti i dati di navigazione Internet, cioè i cosiddetti cookie da operatori privati allo scopo di rendere più efficiente la raccolta di informazioni online. Se tale eventualità si concretizzasse, si potrebbe certamente migliorare la comprensione, cioè il controllo, degli utenti di Internet.
Un’altra richiesta da parte dello stesso servizio al governo francese è quello di rendere equivalenti le operazioni informatiche, o meglio le intercettazioni informatiche che avvengono sia in ambito civile che in ambito militare, e questo significherebbe poter esentare da eventuali condanne penali i servizi di sicurezza civili dando loro una propria impunità ope legis.
Non meno significativa è la richiesta che i dati raccolti dalla DGSE vengano trasmessi direttamente a un organismo ad hoc, e cioè il CNCTR (Commission Nationale de Contrôle des Techniques de Renseignement), senza dover passare dal primo ministro. Se questa proposta viene fatta dal Dgse, ciò è possibile perché il nuovo presidente del CNCTR, Serge Lasvignes, si è già detto è favorevole.
Infine esiste un’altra proposta che certamente non potrà che suscitare una vera e propria opposizione da parte del Consiglio di Stato francese: la Dgse chiede che il limite di tempo per il monitoraggio degli indirizzi URL passi dai 30 giorni attuali ai 120 giorni, e chiede altresì che l’archiviazione dei dati passi dal limite di 30 giorni a un anno.