Francia. Lo spionaggio cinese in Bretagna

di Giuseppe Gagliano

Secondo i rapporti dei servizi di sicurezza francesi lo spionaggio cinese sta ponendo in essere azioni particolarmente pericolose nella Bretagna francese, dove è presente il cuore della deterrenza nucleare francese e con esso sia la scuola degli ufficiali Saint-Cyr-Coëtquidan per l’esercito sia quella per la Marina Lanvéoc. Sempre in Bretagna troviamo il centro di eccellenza cyber (Rennes, Lorient), la DGA Mastery of information (Bruz). Insomma la Bretagna ha più di 400 aziende che lavorano per l’industria della difesa e proprio per questo rappresenta un centro di interesse per la spionaggio cinese. Proprio un rapporto confidenziale del Segretariato generale della Difesa e della sicurezza nazionale (SGDSN), datato luglio 2018, ha sottolineato con preoccupazione il crescente numero di matrimoni tra soldati francesi con base in Bretagna e studentesse cinesi. Lo stesso rapporto cita Brest e gli studenti dell’Università della Bretagna occidentale (UBO) e della National School of Advanced Techniques (ENSTA). Gli studenti cinesi costituiscono il secondo maggior numero di cittadini stranieri presso l’UBO.
Un altro strumento di penetrazione cinese in Bretagna è rappresentato dal fatto che la Cina ha preso il controllo nel 2016 della Demos, una delle imprese leader nella formazione continua on line attraverso la Weidong Cloud Education. Guarda caso la Demos, attraverso la Brest Business School, si occupa della formazione dei militari. Coincidenze casuali?
Nella città di Brest la Cina ha posto in essere uno dei sedici istituti Confucio presenti in Francia. Ufficialmente questi istituti mirano ad aumentare la consapevolezza della lingua e della cultura cinese. Ufficialmente…
I servizi cinesi possono anche contare sui membri della loro comunità attraverso vari mezzi di pressione, anche se non risiedono da tempo in Cina. Gli studenti stessi sono 30mila in Francia.
Parlando di spionaggio tecnologico, l’intelligence francese ha sventato il tentativo da parte di una persona collegata al Ministero della Sicurezza dello Stato di entrare in possesso di segreti tecnologici legati ad una start-up bretone specializzata nello sfruttamento delle risorse marine.
Un altro settore cruciale nel contesto dello spionaggio cinese è quello delle biotecnologie che sono tra le dieci priorità stabilite da Pechino e che sono menzionate nel piano “Made in China 2025”.
Altro fronte dello spionaggio cinese è legato al fatto che su 30 studenti di dottorato di un laboratorio di ricerca di una grande scuola di ingegneria in Bretagna, 10 provengono dalla Cina e provengono tutti dall’Harbin Institute of Technology, amministrato da un’agenzia governativa che progetta e acquista armi dell’Esercito cinese.
Insomma che vi sia una certa ingenuità da parte dei politici è un dato di fatto ormai acclarato. Secondo i servizi di sicurezza francesi l’Europa sta dimostrando di essere molto ingenua e facilmente permeabile allo spionaggio cinese.