Francia. Macron sfida la Nato

di Giuseppe Gagliano –

Le recenti critiche di Emmanuel Macron alla Nato presentano un fondamento di legittimità geopolitica e sono ovviamente il frutto di un approccio neogollista. La cosa è evidente se vengono presi in considerazione diversi contesti, a cominciare dalla Libia: se in sede storica è oramai accertato che l’attacco in Libia fu promosso da un’alleanza tripartita di Stati Uniti Gb e Francia, è altrettanto vero che questa guerra voluta da una coalizione atlantica ha sostanzialmente destabilizzato la Libia danneggiando l’Italia sotto molteplici punti di vista, dall’immigrazione clandestina, alle risorse petrolifere, all’incremento del terrorismo islamista. Nella guerra libica l’Italia ancora una volta si è limitata a agire come una colonia filoamericana, dimostrando la totale assenza di una sovranità politica e militare.
In Afghanistan la Nato ha destabilizzato ulteriormente l’area, come d’altronde è avvenuto per quella dei Balcani, questa già ampiamente compromessa dal Trattato di Saint Germain nel 1919.
In definitiva, e provocatoriamente, l’unica reale utilità che l’Alleanza Atlantica ha allo stato attuale per il nostro paese è quella di essere uno strumento di esportazione di armamenti americani.
Nonostante tutte le necessarie cautele nei confronti della politica estera russa e cinese, l’Europa e in particolare l’Italia non hanno interesse a legittimare una nuova guerra fredda né con la Russia né con la Cina, come al contrario sta facendo l’America e come d’altronde viene chiaramente indicato nei documenti strategici statunitensi.
Nonostante l’Europa abbia un Pil a livello globale fra i più alti, attualmente è un’espressione geografica sul piano militare, ed anche per questa ragione proprio la Turchia ha potuto attuare una politica di proiezione di potenza in Siria e ha potuto ripetutamente minacciare di inviare un milione di immigrati in Europa.
Non c’è dubbio che il progetto di Macron recuperi le vecchie ambizioni di quello gollista, ma è evidente che Francia, proprio contando sul progressivo ritiro americano dallo scacchiere europeo e soprattutto sull’uscita dell’Inghilterra dall’Unione Europea, intenda prendere la leadership anche sul piano militare in Europa. Non sarà certo l’Italia, la cui rilevanza militare è assolutamente inferiore, ad impedire alla Francia di porre in essere una politica di potenza preminente. Non va dimenticato che la Francia, proprio grazie al generale De Gaulle, possiede il più significativo strumento di deterrenza nucleare a livello europeo. Quanto poi alla concreta possibilità che la Francia, da un punto di vista strettamente militare, possa sostituire l’Alleanza Atlantica , è tutta un’altra questione.