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Il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot è intervenuto affermando che potrebbero sorgere “eccezioni di immunità” circa l’eventuale applicazione del mandato d’arresto del premier israeliano Benjamin Netanyahu spiccato dalla Corte penale internazionale. Per Barrot l’immunità per “certi leader” sarebbe prevista dallo stesso Statuto di Roma, nella fattispecie sarebbe aperto a ampie interpretazioni il passaggio che riguarda l’arresto di capi di Stato e di governo di paesi che non riconoscono la Corte.
Ha comunque ribadito la posizione del governo, secondo cui “La Francia applicherà il diritto internazionale, che si basa sull’obbligo di cooperare con la CPI”.
Il 21 novembre 2024, la Corte Penale Internazionale (CPI) ha emesso mandati di arresto contro il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, l’ex ministro della Difesa Yoav Gallant e il capo militare di Hamas Mohammad Diab Ibrahim al-Masri per crimini di guerra e crimini contro l’umanità.











