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Diciassette anni dopo che il volo AF447 scomparve nell’Atlantico durante una tempesta notturna, una corte d’appello di Parigi ha stabilito che Airbus e Air France sono colpevoli di omicidio colposo per la morte dei 228 passeggeri e membri dell’equipaggio a bordo. Il peggior disastro aereo della storia francese ha finalmente un responsabile, anzi due. Lo scrive l’agenzia Reuters.
Le multe inflitte sono “simboliche”: ammontano a 225.000 euro ciascuna, il massimo previsto dalla legge per questo tipo di reato. Ma per i familiari delle vittime, di ben le 33 nazionalità diverse, era importante riconoscimento della colpa aziendale.
Il 1 giugno 2009, l’Airbus A330 sparì dai radar mentre attraversava l’Atlantico sulla rotta Rio de Janeiro-Parigi. Le scatole nere furono recuperate solo due anni dopo, in acque profonde. Gli investigatori del BEA ricostruirono nel 2012 una sequenza precisa di errori e malfunzionamenti: i sensori di velocità ghiacciati avevano disorientato l’equipaggio, che aveva portato l’aereo in stallo riducendo la portanza sotto le ali. Un errore umano, in condizioni che però qualcuno avrebbe dovuto prevedere e prevenire.
Su questo punto si è concentrata l’accusa: non sulla cabina di pilotaggio, ma a monte. Formazione inadeguata, incidenti analoghi precedenti ignorati, lacune sistemiche nel costruttore e nella compagnia. Dimostrare l’omicidio colposo in Francia non significa solo provare la negligenza, significa ricostruire il filo causale che la collega all’evento. La corte d’appello francese ha ritenuto quel filo sufficientemente solido.
Il processo non è tuttavia destinato a chiudersi qui, scrive la Reuters. Gli avvocati delle due società hanno già preannunciato ricorso alla Corte di Cassazione, l’ultimo grado della giustizia francese.
* Fonte: agenzia Dire.












