di Guido Keller –
Il governo francese ha adottato un decreto che rafforza il controllo sugli investimenti stranieri nelle imprese considerate strategiche, imponendo agli investitori provenienti da Paesi esterni all’Unione europea e allo Spazio economico europeo di ottenere un’autorizzazione preventiva per acquisire almeno il 10 per cento del capitale di società francesi quotate operanti in comparti sensibili. La misura estende inoltre il controllo alle aziende francesi quotate su mercati esteri, riducendo le possibilità di eludere la normativa.
Il provvedimento conferma la crescente attenzione di Parigi verso la tutela della sovranità economica e della sicurezza nazionale. Difesa, energia, trasporti, telecomunicazioni, cybersicurezza, intelligenza artificiale, spazio, sanità e tecnologie a duplice uso sono considerati asset strategici, la cui proprietà e gestione non possono essere lasciate esclusivamente alle dinamiche del mercato internazionale.
Secondo l’impostazione della Scuola di guerra economica di Parigi, il capitale non rappresenta uno strumento neutrale. Anche una partecipazione di minoranza può consentire l’accesso a brevetti, dati industriali, reti di fornitura e processi decisionali, aprendo la strada a successive acquisizioni o al trasferimento di competenze tecnologiche all’estero.
Il decreto attribuisce inoltre allo Stato un ruolo centrale nella valutazione degli investimenti. Il governo potrà autorizzare le operazioni, imporre specifiche condizioni oppure bloccarle qualora ritenga che possano compromettere gli interessi strategici nazionali. Il diritto diventa così uno strumento di protezione economica, analogo ai meccanismi già utilizzati da altre grandi potenze per difendere i propri settori sensibili.
Pur non indicando esplicitamente alcun Paese, la normativa riguarda soprattutto investitori provenienti da Stati Uniti, Cina, Regno Unito e Paesi del Golfo. Per Parigi, infatti, anche gli alleati possono rappresentare concorrenti economici quando sono coinvolte tecnologie strategiche o infrastrutture essenziali per l’autonomia industriale francese.
Il rafforzamento dei controlli, tuttavia, costituisce solo una parte della strategia. Per mantenere la competitività delle imprese strategiche sarà necessario affiancare alle misure difensive strumenti di sostegno finanziario, investimenti pubblici e privati, ricerca e politiche industriali capaci di rafforzare la presenza francese ed europea nei settori tecnologicamente più avanzati.
Con questo decreto la Francia conferma una tendenza sempre più diffusa tra le principali economie occidentali: considerare gli investimenti esteri non soltanto come un’opportunità finanziaria, ma anche come una questione di sicurezza nazionale e di sovranità economica.












