di NGN * –
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che è stato un errore espellere la Russia dal G8 e che non avrebbe nulla in contrario all’ingresso della Cina nel G7. “E’ stato un errore, non avremmo avuto la guerra, se fosse stato membro di quello che a quel tempo era il G8 non avremmo avuto la guerra”, ha detto ancora Trump, che già nel 2018 si era espresso per la riammissione di Mosca nel vertice dei Grandi, provocando la reazione degli alleati.
“Putin parla con me, non parla con nessun altro perché è stato offeso quando è stato cacciato dal G8, anche io lo sarei, come chiunque altro, è stato altamente offensivo”, ha aggiunto Trump che poi ha puntato, parlando in Canada con al fianco il nuovo premier liberale Carney, ancora una volta il dito contro l’ex premier canadese Trudeau, con cui ha sempre avuto un pessimo rapporto. “E’ stato cacciato da Trudeau che ha convinto una o due persone, insieme ad Obama”, ha detto ancora il presidente americano che ieri ha proposto Putin come mediatore per la crisi Israele-Iran.
Dal primo ministro canadese Mark Carney al presidente brasiliano Ignacio Lula da Silva: tra ieri e oggi al G7 di Kananaskis sono diversi gli incontri in agenda per la presidente della Commissione Ursula von der Leyen nelle prossime 48 ore. Manca però quello più atteso: il faccia a faccia con Donald Trump. Il bilaterale con il presidente americano non è stato infatti comunicato tra quelli previsti dal servizio stampa della Commissione. Ma poi il presidente Usa ha lasciato il vertice per dedicarsi, secondo dichiarazioni ufficiali, alla crisi mediorientale.
I temi sul tavolo dei bilaterali sono soprattutto quelli sul tavolo del G7. Incluso il dossier dei dazi, al centro dei colloqui che von der Leyen sta tenendo con diversi Paesi extra-Ue con i quali la Commissione intende rafforzare le relazioni.
Il Canada ha abbandonato infatti ogni tentativo di adottare un comunicato globale onnicomprensivo per evitare il ripetersi di quanto accaduto al vertice del 2018 in Quebec, quando Trump ordinò alla delegazione statunitense di ritirare la sua approvazione del comunicato finale dopo aver lasciato la riunione. Ottawa ha invece cercato di ottenere il consenso per una dichiarazione del presidente che riassume le discussioni chiave e altre sei dichiarazioni pre-negoziate su questioni quali la migrazione, l’intelligenza artificiale e gli incendi boschivi.
* Articolo in mediapartnership con Nuovo Giornale Nazionale.












