Gaza. Blinken ottimista, ma Netanyahu vuole continuare la guerra

di Giuseppe Gagliano

Durante il suo ultimo viaggio in Medio Oriente, terminato ieri, il segretario di Stato Usa Antony Blinken ha lasciato una regione segnata da crescenti disaccordi tra Stati Uniti e Israele riguardo al conflitto in corso nella Striscia di Gaza. Nel corso della sua quinta visita regionale da quando è iniziato il conflitto, Blinken ha visitato quattro paesi. Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha poi espresso la determinazione di Israele a continuare la guerra fino alla “vittoria totale e alla distruzione di Hamas”, respingendo le proposte di tregua avanzate dal gruppo palestinese.
Questo sviluppo ha accentuato le tensioni tra Israele e il suo principale alleato, gli Stati Uniti, che consideravano la proposta di Hamas come un punto di partenza accettabile per i negoziati. Nonostante il rifiuto di Netanyahu, Blinken e altri funzionari americani hanno espresso un cauto ottimismo sul raggiungimento degli obiettivi principali: migliorare le condizioni dei civili palestinesi, ottenere la liberazione degli ostaggi detenuti da Hamas, preparare il territorio per il dopo guerra e prevenire l’espansione del conflitto a livello regionale.
Le precedenti visite di Blinken nella regione, benché non abbiano portato a successi immediati, sono state considerate utili per ottenere miglioramenti nella distribuzione degli aiuti umanitari e per il mantenimento di una tregua temporanea che ha visto la liberazione di numerosi ostaggi.
Blinken ha evidenziato che, nonostante il rifiuto di Hamas di accettare la proposta mediata da Egitto, Qatar, Stati Uniti e Israele, esistono ancora margini per la negoziazione. Tuttavia la risposta di Hamas è stata definita “delirante” da Netanyahu, che ha ribadito l’impegno di Israele a perseguire una “vittoria assoluta”.
La complicazione delle trattative è aumentata con la dichiarazione di Netanyahu sull’intenzione di espandere le operazioni militari israeliane soprattutto verso Rafah, provocando preoccupazioni per le conseguenze umanitarie di tale operazione. Blinken ha sottolineato l’importanza di proteggere i civili e di fornire assistenza umanitaria, criticando la richiesta di Netanyahu di chiudere l’UNRWA, l’agenzia ONU per i rifugiati palestinesi, che gioca un ruolo chiave nella distribuzione degli aiuti a Gaza.
Infine Blinken ha invitato Israele a evitare la vendetta come risposta agli attacchi, sottolineando l’importanza di non disumanizzare ulteriormente le parti coinvolte nel conflitto. La visita di Blinken in Israele, che includeva la discussione di un piano di cessate-il-fuoco proposto da Hamas, riflette la complessità delle negoziazioni e l’urgenza di trovare una soluzione pacifica al conflitto in corso.