
di Bessem Ben Dhaou –
SFAX (Tunisia). La “Carovana della Resistenza Maghrebina per rompere l’assedio su Gaza” ha annunciato mercoledì l’inizio dei preparativi per il lancio della “Flotta della Resistenza Maghrebina”, nell’ambito di un’iniziativa umanitaria internazionale volta a porre fine all’assedio imposto sulla Striscia di Gaza da circa 18 anni.
L’annuncio è stato diffuso in un comunicato pubblicato sulla pagina Facebook della “Coordinazione per l’Azione Comune per la Palestina in Tunisia”, con lo slogan “Le nostre vele verso Gaza, il nostro obiettivo è rompere l’assedio”.
L’organizzazione ha spiegato che questa iniziativa rientra nella cosiddetta “seconda operazione congiunta” della Flotta Mondiale della Resistenza, e che si tratterà di un’azione interamente marittima, con una partecipazione ampia di organizzazioni e attivisti provenienti da tutto il mondo, per attirare l’attenzione sull’aggravarsi della crisi umanitaria nella Striscia di Gaza.
Nel comunicato si legge che “Difronte alla persistenza dell’assedio, dei massacri, della fame e degli sfollamenti forzati, annunciamo l’avvio dei preparativi per il lancio della Flotta della Resistenza Maghrebina, come parte di un rinnovato sforzo internazionale per porre fine al blocco che colpisce oltre due milioni di persone a Gaza”.
La carovana ha lanciato un appello alla comunità internazionale, alle organizzazioni civili e ai movimenti per i diritti umani, invitandoli a partecipare attivamente alle prossime iniziative, descrivendo l’azione come “un appello aperto a tutti i liberi del mondo per opporsi alle politiche di punizione collettiva contro la popolazione civile di Gaza”.
Inoltre è stato rivolto un invito particolare ai popoli dei Paesi del Maghreb, ovvero Libia, Tunisia, Algeria, Marocco e Mauritania, a sostenere e accompagnare questa iniziativa, come già fatto in precedenza con la carovana terrestre.
L’iniziativa si inserisce in un quadro di crescente mobilitazione civile a livello internazionale per chiedere la fine dell’assedio su Gaza, in un momento in cui prosegue l’offensiva militare israeliana, iniziata il 7 ottobre 2023. Secondo fonti palestinesi, tale offensiva ha causato oltre 19mila vittime tra morti e feriti, in gran parte donne e bambini, oltre a più di 10mila dispersi e centinaia di migliaia di sfollati, in condizioni umanitarie descritte come “catastrofiche”.
Il 9 giugno scorso è partita dalla Tunisia la Carovana della Resistenza Maghrebina Terrestre, che ha attraversato il confine libico raggiungendo la città di Sirte, ma è stata poi bloccata a Misurata, dopo che le autorità della Libia orientale hanno rifiutato il transito verso il valico di Musaid al confine con l’Egitto. La carovana contava oltre 1.500 attivisti e puntava a raggiungere il valico di Rafah attraverso il territorio egiziano.
Il 18 giugno la carovana ha annunciato il ritorno in Tunisia, dopo il rilascio di alcuni membri precedentemente detenuti dalle autorità della Libia orientale, le quali hanno dichiarato ufficialmente che alcuni partecipanti erano sprovvisti di passaporti validi o di timbri di ingresso nel Paese, rendendo impossibile completare le procedure legali per il transito.
In parallelo si è verificato anche l’assalto da parte delle forze israeliane alla nave “Madleen” in acque internazionali, mentre era in rotta verso Gaza con a bordo attivisti e sostenitori della causa palestinese. I passeggeri sono stati detenuti e successivamente espulsi da Israele.
La carovana ha infine annunciato che i dettagli dell’iniziativa internazionale delle flotte solidali verranno resi noti in una conferenza stampa prevista nei prossimi giorni.










