Gb. Oltre 300 agenti di polizia costretti a dichiarare la loro appartenenza alla Massoneria

di Enrico Oliari –

Sono oltre 300 i membri della polizia metropolitana di Londra che si sono visti costretti a dichiarare la loro iscrizione alla Massoneria, in base a quanto decretato lo scorso dicembre dal commissario capo della Polizia Metropolitana di Londra, Sir Mark Rowley. Tutto sarebbe partito con il caso dell’omicidio del giornalista Daniel John Morgan, assassinato a colpi di ascia nel 1987 nel parcheggio di un pub a Sydenham, a Londra: nonostante le diverse indagini, gli arresti e i processi, il crimine è rimasto irrisolto. Nel 2021 tuttavia è stata pubblicata una revisione indipendente sulla gestione delle indagini sull’omicidio, la quale ha rilevato che la Polizia Metropolitana è affetta da “una forma di corruzione istituzionale” che ha occultato o negato le carenze del caso, e a essere coinvolti sono stati poliziotti risultati essere membri della Massoneria londinese.
Per sciogliere l’alone di complottismo e di sospetti che continuano ad attraversare l’opinione pubblica britannica, Rowley ha obbligato ufficiali e agenti della polizia metropolitana a dichiarare la loro partecipazione alle logge, ma la Massoneria britannica è ricorsa alle vie legali sostenendo che l’obbligo di dichiarare l’appartenenza configurerebbe una forma di discriminazione.
Un giudice della capitale britannica ha affermato che a breve verrà presa una decisione sull’opportunità di concedere o meno una sospensiva del decreto, ma nel frattempo in oltre 300 tra agenti e ufficiali hanno avuto dichiarare la loro iscrizione alla Massoneria.