Gb. Palantir nel sistema sanitario britannico, scontro su dati e sovranità digitale

di Giuseppe Gagliano –

L’ingresso di Palantir Technologies nel Servizio sanitario nazionale britannico sta aprendo un duro confronto politico e strategico nel Regno Unito sul controllo dei dati sanitari e sui limiti della digitalizzazione pubblica. Al centro della polemica vi sono le rivelazioni secondo cui personale della società americana e altri appaltatori esterni avrebbero avuto accesso a dati identificativi dei pazienti prima della loro anonimizzazione nell’ambito della nuova piattaforma dati federata del sistema sanitario inglese.
Il progetto, sostenuto dal NHS England, punta a integrare archivi sanitari frammentati, migliorare la gestione ospedaliera e sviluppare strumenti di intelligenza artificiale per rendere più efficiente il sistema sanitario pubblico. Ma il coinvolgimento di Palantir, azienda nata nell’ambiente dell’intelligence e della sicurezza nazionale statunitense, ha alimentato forti preoccupazioni sul rischio che la sanità pubblica diventi un nuovo spazio di sorveglianza e dipendenza tecnologica.
Il contratto da 330 milioni di sterline assegnato a Palantir viene considerato da molti osservatori molto più di una semplice fornitura informatica. Il Servizio sanitario britannico custodisce infatti uno dei più grandi patrimoni sanitari al mondo: cartelle cliniche, diagnosi, percorsi terapeutici, dati demografici e informazioni estremamente sensibili sulla popolazione. Chi organizza e gestisce queste infrastrutture digitali acquisisce inevitabilmente una posizione strategica all’interno dello Stato.
Il NHS sostiene che ogni accesso ai dati sia autorizzato, controllato e sottoposto a verifiche di sicurezza. Palantir afferma di agire esclusivamente come responsabile del trattamento e di non poter utilizzare i dati al di fuori delle istruzioni ricevute dal cliente pubblico. Tuttavia il dibattito si è rapidamente spostato dal piano tecnico a quello politico.
Diversi parlamentari britannici e associazioni di pazienti hanno denunciato il rischio di una perdita di controllo democratico sui dati sanitari. Il nodo centrale riguarda la fiducia pubblica: milioni di cittadini hanno consegnato le proprie informazioni mediche al sistema sanitario nazionale confidando nella tutela dello Stato e delle istituzioni pubbliche, non necessariamente nell’intervento di società private legate al mondo della sicurezza e dell’analisi predittiva.
La questione tocca un tema più ampio: la trasformazione della sanità in un mercato strategico dei dati. Con l’espansione dell’intelligenza artificiale e della medicina predittiva, le piattaforme capaci di integrare informazioni cliniche, amministrative e logistiche stanno diventando strumenti fondamentali per la gestione delle cure, dei costi e delle priorità sanitarie.
Secondo i critici, il rischio è che la razionalizzazione digitale possa progressivamente trasformare il paziente in un semplice profilo statistico o assicurativo, riducendo il confine tra cura, gestione economica e controllo sociale. In un contesto in cui industria farmaceutica, big tech, assicurazioni e sicurezza nazionale tendono sempre più a intrecciarsi, la gestione dei dati sanitari assume una dimensione geopolitica e strategica.
Sul piano internazionale, il caso britannico evidenzia anche il problema della sovranità digitale europea e occidentale. Affidare infrastrutture critiche della pubblica amministrazione a grandi società tecnologiche straniere significa creare forme di dipendenza difficili da superare. Anche senza violazioni o abusi concreti, la concentrazione delle competenze tecniche e dei sistemi operativi fuori dal controllo diretto dello Stato riduce l’autonomia delle istituzioni pubbliche.
Il rischio più delicato riguarda però la fiducia dei cittadini. Se una parte della popolazione iniziasse a percepire il sistema sanitario come uno spazio opaco di raccolta e gestione dei dati personali, potrebbe aumentare la diffidenza verso la digitalizzazione delle cure e verso la condivisione delle informazioni cliniche.
La vicenda Palantir mostra così come la tecnologia applicata ai servizi pubblici non sia mai neutrale. La gestione dei dati sanitari non riguarda soltanto efficienza e innovazione, ma anche controllo politico, sovranità nazionale e rapporto di fiducia tra Stato e cittadini. E il dibattito aperto nel Regno Unito potrebbe presto estendersi a molte altre democrazie occidentali impegnate nella trasformazione digitale della sanità pubblica.