di Giuseppe Gagliano –
Regno Unito e Georgia hanno sospeso il Dialogo annuale sulla sicurezza, cosa che rappresenta un segnale di forte disapprovazione da parte di Londra nei confronti del percorso intrapreso dal governo georgiano, evidenziando una crescente preoccupazione per il regresso democratico del paese caucasico.
Questo deterioramento delle relazioni si colloca in un contesto politico più ampio in cui la Georgia, tradizionalmente orientata verso l’occidente, si trova in una fase di stallo nelle sue aspirazioni euro-atlantiche a causa di decisioni interne considerate in contrasto con i principi democratici, come la controversa legge sugli agenti stranieri, ritenuta simile a quella adottata dalla Russia per limitare la libertà di espressione e il dissenso politico.
L’interruzione dei colloqui, inclusi quelli sulla difesa e la sicurezza informatica, dimostra quanto il Regno Unito consideri la deriva autoritaria del governo di Tbilisi una minaccia non solo per le relazioni bilaterali, ma anche per la stabilità e la democrazia nella regione. Sul fronte politico interno, le elezioni parlamentari georgiane previste per il 26 ottobre rappresentano un banco di prova cruciale per valutare la futura direzione del paese, che potrebbe scegliere di avvicinarsi ulteriormente alla sfera d’influenza russa o di riprendere il cammino verso l’integrazione europea.
L’inviato dell’Unione Europea ha già espresso preoccupazioni simili, sottolineando che un allontanamento dalla democrazia potrebbe peggiorare ulteriormente i rapporti con Bruxelles e condurre a potenziali sanzioni. Il rafforzamento delle relazioni tra Mosca e Tbilisi, incluso il recente ripristino dei voli diretti e la revoca delle restrizioni sui visti per i cittadini georgiani, accentua la polarizzazione geopolitica del paese, che rischia di trovarsi nuovamente al centro di una contesa tra Est e Ovest. Questa situazione sottolinea l’importanza di un ritorno a politiche inclusive e democratiche per garantire la stabilità interna e il sostegno internazionale, specialmente in un momento in cui la Georgia si trova a dover scegliere tra le pressioni occidentali e l’influenza russa.












