
di Luisa Santoro –
BREMA (D). Si è concluso il 27 novembre scorso, a Brema (Germania), il Consiglio a livello Ministeriale-CM25 dell’Agenzia Spaziale Europea-ESA, vertice a cadenza triennale finalizzato a determinare le priorità di finanziamento per il triennio successivo.
Nel suo intervento di apertura, il direttore generale dell’ESA, Joseph Aschbacher, ha presentato come un vero e proprio piano d’azione la sua proposta programmatica, basata su cinque obiettivi attorno ai quali è stata disegnata la Strategia ESA 2040 per la sovranità, la crescita e la resilienza dell’Europa attraverso lo spazio, in un momento storico di “tempesta perfetta” che richiede “scelte coraggiose”, anche in termini di sicurezza e difesa:
1. proteggere il nostro pianeta e il clima;
2. esplorare e scoprire, perché la scienza spaziale “non è un lusso” dal momento che, espandendo le capacità nazionali, contribuisce a diminuire le dipendenze;
3. accrescere sia l’autonomia di accesso allo spazio, con i lanciatori europei, sia la resilienza del nostro continente;
4. rafforzare il sostegno alla base industriale europea, per poter disporre di “hardware in orbita, segmenti terrestri sulla superficie e servizi sul mercato”, in modo da imprimere un’accelerazione a crescita, redditività e competitività;
5. ispirare le nuove generazioni, attuali e future.
Dopo aver fatto appello alla “profonda sensibilità” dei delegati, Aschbacher ha quindi concluso il suo discorso andando al nocciolo della sua proposta, messa a punto “sulla base delle priorità nazionali e delle realtà finanziarie di ciascun Stato Membro”: 22 miliardi di euro per i prossimi tre anni, i.e., il 30% in più rispetto alla CM22 e pari a 15 euro all’anno per cittadino europeo. Una proposta tanto sfidante quanto “solida fino al midollo: testata, scossa, misurata e ponderata, come un satellite prima del lancio” per “mostrare al mondo cosa è capace di fare un’Europa unita”.
E.. magia.. l’Europa si è unita: i Ministri dei 23 Paesi Membri dell’ESA, tra cui l’Italia, la cui delegazione era guidata dal ministro delle Imprese e del Made in Italy e autorità delegata per le Politiche Spaziali e Aerospaziali Adolfo Urso, che ha anche co-presieduto il Consiglio, hanno accettato integralmente la proposta di 22 miliardi di euro per i programmi scientifici, tecnologici, applicativi e di esplorazione dell’Agenzia Spaziale Europea per il 2026-2028.
Ai vertici della classifica dei maggiori contribuenti la Germania, con 5.067 M€ (+45,8%); la Francia, con 3.599 M€, (+14,8%); e l’Italia, con 3.464 M€ (+13%).
Tutti uniti e con un intento comune, quello sottolineato dal presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Teodoro Valente, di rafforzare “un settore sempre più competitivo e strategico a livello globale, per un solido e proficuo sviluppo, istituzionale e commerciale, anche con l’ingresso di nuovi attori, avendo il comune obiettivo di concorrere al raggiungimento di una sempre più ampia autonomia e resilienza europea nello Spazio”.











